Maxi sequestro a Montichiari: 100 chili di cocaina in un furgone

È stata una segnalazione. Una soffiata. Una di quelle informazioni che ogni investigatore sa di dover verificare scrupolosamente nonostante non si sappia da dove arriva. E questa volta il risultato è di quelli destinati a far rumore. L’informazione captata dai carabinieri parlava di «merce che scotta» su un furgone parcheggiato nel centro di Montichiari. E quando i militari lo hanno individuato e aperto hanno trovato 100 chilogrammi di cocaina, droga del valore complessivo all’ingrosso di oltre 4 milioni di euro e che, tagliata e rivenduta sulla strada, poteva anche triplicare quella cifra.
L’indagine
Subito la macchina investigativa si è messa in moto. Per prima cosa la droga e il furgone sono stati sequestrati. La sostanza sarà esaminata nel dettaglio dagli esperti del Lass, il laboratorio specializzato negli stupefacenti, per stabilire il grado di purezza e la precisa composizione per dare elementi utili a stabilire da quale canale di importazione arrivi.
Allo stesso modo la Sezione Investigazioni Scientifiche ha passato al setaccio il furgone alla ricerca di impronte o tracce biologiche che possano portare alla persona o alle persone che hanno viaggiato nel furgone. Sotto esame anche le immagini delle molte telecamere di Montichiari che potrebbero aver ripreso il mezzo, e la persona che lo guidava, non solo prima che fosse parcheggiato in centro ma anche nei giorni precedenti. La scelta del posteggio, in una zona di grande passaggio di uno dei principali centri della provincia, sembra portare nella direzione della classica strategia di «nascondere in piena vista» usando luoghi e persone insospettabili.
Le telefonata
Non meno interessante, dal punto di vista investigativo, lavorare sulle telefonate, più di una e a diversi numeri delle forze di polizia, che hanno segnalato la presenza del furgone. Si tratta infatti del secondo episodio in poche settimane in cui un grosso carico di cocaina viene intercettato grazie ad una soffiata. Era stato così anche per i corrieri fermati in Valtrompia, a Marcheno, con 60 chilogrammi della stessa sostanza. Le ipotesi al vaglio sono due: da una parte potrebbe esserci in corso una lotta tra diverse organizzazioni per gestire i lucrosi traffici che passano per la provincia di Brescia oppure, all’interno di una specifica organizzazione, qualcuno sta cercando di eliminare i rivali facendo leva sulle forze dell’ordine. Suggestioni che sono comunque tenute in seria considerazione.
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato
@News in 5 minuti
A sera il riassunto della giornata: i fatti principali, le novità per restare aggiornati.
