Una pistola d’oro per i tre fratelli narcos di Durazzo

Una pistola d’oro. Ecco il regalo che la Sacra Corona Unita ha fatto arrivare ai tre fratelli di Durazzo, ritenuti tra i 100 trafficanti di droga albanesi più importanti, per ribadire la reciproca fiducia e rinsaldare l’alleanza.
Emergono con il passare dei giorni i particolari sull’operazione «Tornado» con cui la Guardia di Finanza di Brescia ha azzerato un’organizzazione albanese che importava in Italia ogni mese oltre tre quintali di cocaina e che si appoggiava ad una banca occulta cinese per riciclare decine di milioni di euro ogni trenta giorni.
Sotto osservazione
Nel primo periodo in cui gli specialisti del Gico hanno messo gli occhi sulla banda, scoprendo che Brescia era solo una, seppur la principale, delle basi operative del gruppo, hanno messo a segno il più ingente sequestro di eroina di quell’anno a livello nazionale: sessantasei chilogrammi intercettati in provincia di Varese il 14 ottobre del 2021. Due settimane dopo, il 25 ottobre, sulla autostrada Milano Bologna viene fermata un’altra auto con a bordo 25 chilogrammi di cocaina. Un doppio colpo ravvicinato reso possibile da una coincidenza, per una volta, fortunata per chi indaga. In quei giorni infatti i grossisti albanesi che gestivano la base di Brescia si erano resi conto di avere nei garage troppe auto che scottano, almeno sei. Vetture modificate con il doppiofondo per trasportare grosse partite di stupefacente che avrebbero rivelato troppo della loro attività se fossero state agganciate dalle forze di polizia. L’ordine allora è stato quello di farle girare, di distribuirle nelle diverse basi dell’organizzazione. Non sapevano di essere già intercettati e che quindi, con quella mossa, hanno svelato ai finanzieri l’intera rete.
L’incontro cruciale
Non è però tutto rose e fiori all’interno del gruppo. Nella primavera del 2022, a Travagliato, si svolge un incontro, monitorato dagli investigatori, di chiarimento tra i vertici del sodalizio. Tutti sono arrivati armati e tutti, avevano dichiarato al telefono, sarebbero stati pronti a sparare se non si fosse trovato un accordo.
Proprio le comunicazioni sono state cruciali. La banda infatti si era procurata all’estero degli speciali telefoni criptati, resistenti a quasi tutte le attuali tecnologie investigative. Grazie ai contatti in Europol la Finanza è riuscita a bucare le reti di sicurezza e aprire agli investigatori le comunicazioni della banda.
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