Il 31 ottobre sarà l’ultimo giorno per l’asilo nido comunale don Angelo Falardi di Maclodio. La chiusura arriva ad anno educativo iniziato, dopo due gare per l’affidamento del servizio andate deserte. Una situazione che lascia amareggiati e arrabbiati soprattutto i genitori dei bambini iscritti.
Il quadro
Il malcontento delle famiglie riguarda innanzitutto le modalità con cui sono state informate. La contestazione è di non aver avuto per tempo un quadro chiaro sulla possibilità che il servizio non sarebbe proseguito: «La cooperativa ci ha fatto credere che l'anno fosse coperto – racconta un genitore –. Non siamo stati avvisati delle difficoltà legate all’affidamento». Cercare un posto in un altro nido significa inoltre fare i conti con disponibilità limitate e, in alcuni casi, con rette più alte rispetto a quelle sostenute al Falardi.
«Fortunatamente abbiamo ricevuto il sostegno del Comune», concludono. Per la Lc Social Service il problema è la sostenibilità della gestione. Terminati i sei anni di affidamento, la cooperativa ha valutato le condizioni della nuova gara e ritenuto che non ci fossero più i margini per proseguire. Dopo la prima gara deserta, il Comune ha modificato alcune condizioni, in particolare aumentando le tariffe, ma per il gestore non è stato sufficiente. Anche la seconda gara è quindi andata deserta. A pesare, secondo la cooperativa, sono soprattutto i numeri: il nido è dimensionato per 26 bambini, mentre gli iscritti quest’anno erano 10, in un calo che prosegue da anni. «Eravamo speranzosi di poter continuare a garantire il servizio per il bene delle famiglie e dei bambini – commenta la cooperativa –. Non abbiamo mai mentito sulle nostre volontà, altrimenti non ci saremmo presentati alle due gare. La vera domanda è allora: come mai non si è presentato nemmeno nessun altro?».
Per l’Amministrazione
Anche l’Amministrazione comunale ricostruisce la vicenda sottolineando gli interventi messi in campo per cercare di garantire la continuità del servizio. «In particolare, per la seconda gara sono state modificate le condizioni economiche dell’appalto, con l’aumento delle tariffe e l’assunzione da parte del Comune dei costi per il riscaldamento», scrive il sindaco Simone Zanetti.
Anche questo, però, non è bastato: «Il comportamento da parte della cooperativa è stato inaccettabile e incomprensibile – continua Zanetti –. Nonostante ciò sono abituato ad agire per affrontare e risolvere le problematiche. I fatti attestano in maniera molto chiara le cause che hanno determinato l’attuale situazione, il comportamento da parte della cooperativa e come il Comune ha agito per affrontare e risolvere la questione». La priorità è stata infatti riuscire a ricollocare, in strutture limitrofe, tutti e dieci i bambini. Cosa che è già stata fatta, afferma il primo cittadino, ieri mattina, in tempi record.



