CronacaGarda

A Desenzano il turismo è volano indispensabile per i commercianti

Preoccupano gli aumenti dei costi, ma c’è fiducia nell’estate per un possibile ritorno dei tedeschi
Il lungolago di Desenzano - © www.giornaledibrescia.it
Il lungolago di Desenzano - © www.giornaledibrescia.it
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Tenere aperta un’attività non è mai stato semplice, ma negli ultimi anni è diventato decisamente più complicato. Costi in aumento, margini sempre più sottili e un equilibrio che si regge su una variabile che resta centrale: il flusso continuo di persone che Desenzano e il Garda riescono ad attrarre.

Bar, ristoranti e negozi si muovono dentro un sistema che funziona, ma che chiede sempre di più a chi ci lavora ogni giorno. «Un’attività dà ancora soddisfazione, ma è complicato – spiega Arturo Mason del direttivo di Desenzano Sviluppo Turistico –. I costi sono aumentati per tutti e alla fine ricadono inevitabilmente sul cliente».

Gli affitti

In una città come Desenzano, il confine tra turismo e attività economiche è sottile. L’aveva spiegato qualche giorno fa il presidente degli albergatori, Emanuele Bonotto: «Il turismo è il primo anello della catena produttiva», aveva detto, richiamando la necessità di una collaborazione costante tra pubblico e privato, tra strutture ricettive, pubblici esercizi e istituzioni, per sostenere un sistema che vive di equilibri condivisi. Ed è dentro questo equilibrio che si inseriscono le difficoltà più concrete. Tra le voci più critiche c’è quella degli affitti, che pesano in modo significativo sulla sostenibilità delle attività. Il risultato è un meccanismo circolare, in cui l’aumento dei costi si riflette sui prezzi e, inevitabilmente, sul consumatore finale.

Le prospettive

Il quadro, però, non è negativo. I segnali per la stagione sono incoraggianti, con un possibile ritorno del mercato tedesco e una domanda che continua a sostenere il territorio nonostante le incertezze internazionali. Desenzano resta una destinazione solida, capace di attrarre e di adattarsi. Negli ultimi anni il turismo è cambiato, e con lui anche il lavoro di chi opera sul territorio. Non più solo lungolago, ma anche entroterra, vigneti, esperienze diverse.

Un’evoluzione che amplia le opportunità, ma richiede anche maggiore flessibilità e capacità di intercettare una domanda meno prevedibile. La direzione resta quella della destagionalizzazione, obiettivo condiviso da tempo. Gli eventi giocano un ruolo decisivo, sia per riempire i periodi di bassa stagione sia per distribuire meglio i flussi. Le grandi manifestazioni sportive e le iniziative diffuse rappresentano un sostegno, così come il turismo di prossimità.

Numeri solidi

Sul fronte dei servizi, il giudizio è complessivamente positivo. Gli interventi in corso, a partire dal nuovo lungolago, vengono letti come un investimento utile per rendere la città più attrattiva. «La direzione è quella giusta – osserva Mason –, anche se ci sono sempre margini di miglioramento, soprattutto nei dettagli».

A fare da sfondo resta un sistema turistico che continua a reggere. Gli operatori parlano di un settore che mantiene numeri solidi e una capacità di adattamento significativa, sostenuto anche da una collaborazione istituzionale considerata efficace e da una visione condivisa sul ruolo del turismo come motore economico.

Tra ottimismo e prudenza, la stagione si apre con aspettative positive. Ma la tenuta del sistema passa, ancora una volta, dalla capacità di tradurre i buoni numeri in condizioni di lavoro sostenibili per chi, ogni giorno, tiene aperte le attività.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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