Cronaca

Desenzano, dopo 36 anni si torna a scavare tra i segreti della villa romana

Dopo la campagna del 10 agosto, oggi, martedì 29 settembre, si procederà all’apertura di un nuovo saggio
Francesca Roman
Un nuovo saggio archeologico alla villa romana
Un nuovo saggio archeologico alla villa romana

Indagini archeologiche in corso, trentasei anni dopo. Tanto è trascorso, alla villa romana di Desenzano, dall’ultimo scavo. Fino al 10 agosto scorso, quando è stata avviata una nuova campagna, che ha già portato alla luce reperti inediti, e che proprio oggi, martedì 29 settembre, vedrà l’apertura di un altro saggio.

«Dopo oltre trent’anni è stata avviata una ricerca archeologica nell’area – racconta Barbara Bianchi, direttore del sito gardesano in capo alla Direzione regionale Musei nazionali Lombardia –, che è iniziata con un’analisi tramite georadar dei depositi sepolti e poi sono stati avviati gli scavi. Effettivamente, come ci aspettavamo, la villa prosegue ben oltre quanto è stato finora riportato alla luce: è conservata sotto questi depositi di terra, con una stratigrafia abbastanza importante».

La storia

La villa di Desenzano, lo ricordiamo, è una delle più importati di epoca tardoantica nell’Italia settentrionale. È stata edificata in diverse fasi tra il I sec a.C. e il IV secolo d.C.: quanto è oggi visibile appartiene in buona parte all’ultima fase, momento in cui l’edificio ha subito una completa riorganizzazione degli spazi, suddivisi in diversi settori.

Gli scavi alla villa romana - © www.giornaledibrescia.it
Gli scavi alla villa romana - © www.giornaledibrescia.it

Scavo esplorativo

«Il saggio che è stato aperto il 10 agosto – prosegue il direttore – ci racconta già diverse fasi di vita di questo complesso, e ci mostra anche delle strutture monumentali, come due grandi absidi che, perlomeno in un dato momento storico, furono collegate da un corridoio anulare di cui rimane un piccolo lacerto musivo».

Dei lavori di scavo si stanno occupando delle archeologhe della Sap, società archeologica srl, che oltre alle strutture murarie, hanno rinvenuto frammenti di ceramica romana e medievale, tessere di mosaico colorate, intonaci affrescati, vetri, ossa animali e anche una punta di freccia rinascimentale.

«Naturalmente lo scavo è in corso – precisa la dottoressa Bianchi – e quindi per ora abbiamo solo formulato delle ipotesi sui ritrovamenti: lo studio e l’interpretazione di questa prima indagine saranno successivi».

Nuovo saggio

Nel frattempo, come si diceva, oggi inizieranno i lavori per lo scavo di un altro saggio, che proseguirà fino a primavera.

«L’obiettivo – conclude l’archeologa, che è anche curatore del patrimonio archeologico delle Grotte di Catullo di Sirmione, anch’esse protagoniste di uno scavo che prenderà il via il prossimo 5 ottobre – è conoscere meglio la villa, che in gran parte ancora non è stata indagata, come testimoniano le tante aree verdi presenti, e cercare di valorizzarla al meglio, rendendola fruibile al pubblico».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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