Cronaca

Carabinieri arrestati, a fare insospettire i colleghi una collanina scomparsa

Il gioiello era stato recuperato nell’ambito di un furto e custodito per ragioni di servizio. Una dozzina gli episodi contestati ai due militari, con una refurtiva stimata in 20mila euro
Andrea Cittadini

Andrea Cittadini

Vicecaporedattore

Due carabinieri, immagine simbolica - © www.giornaledibrescia.it
Due carabinieri, immagine simbolica - © www.giornaledibrescia.it

La divisa per entrare nelle case, i gioielli rubati per fare cassa e crearsi un secondo stipendio. Il gip parla di «Totale illiceità e disprezzo per i valori incarnati dalla divisa indossata». E per questo si sono aperte le porte del carcere per due carabinieri della Compagnia di Desenzano del Garda. Alessandro Zanetti e Valentino Stia, arrestati ieri con l’ accusa di aver rubato preziosi durante sopralluoghi e interventi di servizio. Un’inchiesta nata dai sospetti degli stessi colleghi e che si è allargata fino alla presunta rivendita della refurtiva ai compro oro, con il coinvolgimento della compagna di uno dei militari, indagata a piede libero.

In cella. L’arresto, eseguito dopo la richiesta di custodia cautelare in carcere avanzata dalla pm Claudia Moregola, segna una svolta nell’indagine portata avanti nelle ultime settimane. I due militari erano già stati denunciati e sospesi dal servizio. Nei giorni scorsi erano comparsi davanti al giudice per le indagini preliminari per l’interrogatorio preventivo: entrambi si erano avvalsi della facoltà di non rispondere, presentando però una memoria scritta. Secondo quanto riferito da uno dei legali, uno degli indagati avrebbe anche chiesto scusa.

I sospetti

A far partire gli accertamenti sono stati gli stessi carabinieri della Compagnia di Desenzano, insospettiti da alcuni comportamenti dei colleghi. Le verifiche avrebbero portato alla luce una serie di episodi avvenuti nell’area del Garda durante i controlli e i sopralluoghi nelle abitazioni private. I due carabinieri avrebbero sfruttato le occasioni offerte dal servizio per impossessarsi di gioielli e altri oggetti di valore. In alcuni casi, secondo l’ipotesi investigativa, avrebbero distratto le persone presenti nelle abitazioni per poi sottrarre i preziosi. Proprio come fanno i finti carabinieri nelle truffe agli anziani. Questa volta però i militari erano veri. Gli episodi contestati sarebbero al momento una dozzina e il valore complessivo della refurtiva sarebbe stato stimato in circa 20mila euro.

La collana in caserma

Tra gli episodi al vaglio degli inquirenti ce n’è uno particolarmente delicato: la scomparsa di una collana recuperata in precedenza nell’ambito di un furto e custodita per ragioni di servizio. Il gioiello sarebbe sparito all’interno della stessa caserma di Desenzano. Nell’inchiesta è coinvolta anche la compagna del carabiniere Valentino Stia, che secondo l’ipotesi accusatoria avrebbe collaborato alla rivendita dei gioielli ai compro oro. Da ieri la donna è agli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico. Parte degli oggetti sarebbe stata recuperata proprio attraverso gli accertamenti sulle attività specializzate nell’acquisto di oro usato.

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