Dalla Valsabbia al Bangladesh: 15 medici in missione a Khulna

In Bangladesh al servizio di chi soffre. Si ripete anche quest’anno l’avventura di un gruppo di medici e infermieri che, da volontari, metteranno generosamente la propria esperienza professionale a disposizione dei pazienti dell’ospedale della città di Khulna. Saranno in quindici a partire oggi dall’Italia: cinque ginecologi, un chirurgo, quattro anestesisti, cinque strumentiste. Quasi tutti valsabbini. Coordinatore del progetto sarà, come sempre, il ginecologo Giuliano Maffetti.
«La sanità in Bangladesh dovrebbe essere gratuita e accessibile a tutti – spiega –. Questo, però, avviene solo in teoria. In pratica, farsi curare è molto costoso e le persone più disagiate finiscono per rinunciare al ricovero, ricorrendovi soltanto quando ormai non è più possibile rinviarlo. Ne consegue che, spesso, chi arriva in ospedale si trova in condizioni molto gravi. Sono proprio questi i casi su cui interveniamo, i più difficili e complessi».
La struttura
L’ospedale di Khulna, fondato dai missionari saveriani, conta un centinaio di posti letto e due sale operatorie che dispongono di attrezzature di buon livello. È qui che l’équipe presterà il suo servizio nelle prossime settimane con turni di almeno dodici ore, sabato e domenica compresi. La struttura è una risorsa preziosa e imprescindibile per questa poverissima regione, ma non potrebbe continuare la propria attività senza il sostegno che le viene garantito dall’esterno.
Per fortuna non manca l’aiuto di organizzazioni umanitarie, associazioni, semplici cittadini, aiuto che si affianca, come in questo caso, al contributo offerto sul campo da medici e infermieri volontari. Ogni anno, la partenza per il Bangladesh è preceduta da iniziative di informazione e sensibilizzazione che si accompagnano alla raccolta di fondi destinati all’acquisto di farmaci e dispositivi chirurgici.
Proprio nei giorni scorsi, ad esempio, il circolo Acli di Villanuova ha ospitato un evento dedicato a questo progetto. Un appuntamento che ha fatto registrare una grande partecipazione all’insegna della condivisione e della concreta solidarietà verso una popolazione tra le più bisognose della Terra.
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