Il fatto è certo, sulla ricostruzione, invece, maggioranza e opposizione si dividono: per la prima è vandalismo, per la seconda incuria. E la polemica si è spostata sui social. L’8 ottobre scorso alcune croci del cimitero sono state trovate a terra, distrutte, e il sindaco ha presentato denuncia contro ignoti. «Carpenedolo ci siamo» non concorda sulla ricostruzione dei fatti del sindaco, che ipotizza l’intervento di giovani scapestrati o un attacco contro uno dei simboli del cristianesimo.
La ricostruzione
«Si tratta di cattiva e colpevole manutenzione», lamentano la capogruppo Viviana Durosini e gli altri componenti in un post condiviso sulla pagina Facebook della lista. A sostegno della loro tesi, e dopo aver già sollevato in aula diversi dubbi sulla frequenza di pulizia delle aree verdi, i consiglieri hanno analizzato le foto.
«Anche stavolta si è persa l’occasione di lavorare sul serio per migliorare il paese preferendo investire tempo ed energie per toccare al cuore e allo stomaco i cittadini» incalzano evidenziando come il legno delle croci fosse marcio e alcune di queste nascoste dalla vegetazione.
La risposta
Il sindaco ha risposto rimandando al mittente le accuse: «Quanto ricostruito è destituito di fondamento oltre che ridicolo; perché mentite? Non è mia intenzione querelarvi per diffamazione, ma il passo è breve – è il commento del primo cittadino Luca Franzoni –: per vostra disgrazia il giorno prima della notte incriminata era tutto pulito grazie al consueto intervento degli operatori incaricati. In attesa d’installare nel 2027 la videosorveglianza interna (invocata da molte persone, ndr), abbiamo chiesto alle Forze dell’ordine di visionare i filmati all’esterno del sito per individuare i potenziali colpevoli».
Altre questioni
Ma lo scontro maggioranza-opposizione non si ferma qui: quest’ultima contesta il «troppo poco preavviso» con il quale il sindaco ha convocato la conferenza dei capigruppo e consegnato loro il materiale in previsione del Consiglio comunale.
«Ne prendo atto, ma rispettiamo il regolamento – dice Franzoni –. Non abbiamo comunque modificato la prassi seguita negli ultimi 10 anni: se prima andava bene, non capisco perché oggi no». Dopo tante polemiche, l’unico punto d’incontro tra le due fazioni politiche verte sul piano del diritto allo studio: illustrato in aula dall’assessora Silvia Franceschi, approvato all’unanimità.



