Crisi idrica, la Commissione «fantasma» e le aree ferme a Brescia

In Regione la Commissione non si è mai riunita in due anni, e lo studio di fattibilità è fermo al 2021. Individuati 70 siti, di cui otto nel Bresciano
Loading video...
Crisi idrica, a Brescia 8 le aree ferme
AA

A Rotterdam ci sono le «water square» (piazze acquatiche): normalmente ci si gioca a basket, pallavolo e vanno in scena acrobazie con lo skate, ma quando piove si trasformano in bacini di contenimento; lo stesso vale per alcuni parcheggi sotterranei pronti a compiere la loro metamorfosi in giganteschi serbatoi d’emergenza in caso di alluvioni. A Barcellona ci sono le maxi cisterne per lo stoccaggio con centrali operative che ricevono dati da 2.900 sensori, tredici serbatoi, 29 stazioni di pompaggio e 44 chiuse, il tutto connesso attraverso segnali radio e fibra ottica. A Malmö, in Svezia, è stato sviluppato un nuovo sistema per gestire l’acqua piovana con sei chilometri di canali e stagni. Ad Eindovhen (Paesi Bassi), si incappa in giganti casse da duemila metri quadrati per raccogliere la pioggia.

La situazione in regione

In Lombardia, dove siamo reduci da una settimana di pioggia che purtroppo non si riuscirà a trattenere come riserva di acqua, invece (oltre al consueto Tavolo della Giunta, che si riunisce per gestire le eventuali emergenze), per pensare alla programmazione anti crisi idrica c’è una Commissione speciale il cui nome non lascia spazio al minimo dubbio rispetto all’obiettivo: si chiama proprio «Commissione Crisi idrica». E sì, per esserci c’è, solo che nessuno l’ha mai vista: su proposta del consigliere regionale bresciano Massimo Vizzardi è stata deliberata nel 2023 dall’Ufficio di presidenza, ma questo è tutto. In due anni, non è mai stata riunita né convocata. Neppure una volta.

La denuncia

Il tema torna di attualità proprio questa settimana che si concluderà sabato con la giornata dell’acqua. La necessità di istituire la Commissione speciale era nata sulla scia della torrida estate 2022, quando la nostra provincia era rimasta a secco mettendo in crisi non solo i Consorzi che si fanno carico delle irrigazioni, non solo il mondo agricolo, ma anche i centri abitati: 24 i Comuni bresciani che erano rimasti all’asciutto e verso i quali sono state dirottate le autobotti. Da qui, la proposta di iniziare a elaborare, studiare e programmare – all’interno appunto di una Commissione speciale – una serie di interventi preventivi e strutturali per combattere la crisi idrica, evitare di sprecare l’acqua piovana e, quindi, a cascata mettere anche in atto ulteriori contromisure contro il dissesto idrogeologico ed evitare di incappare (di nuovo) nella «guerra dell’acqua» dovuta alla siccità.

«Siamo ancora in attesa che venga convocata la Commissione – conferma Vizzardi (Gruppo Misto) –: presenterò una mozione per sollecitarla, perché il tema del recupero dell’acqua è centrale. Questo noi tutti lo sappiamo, ma c’è un immobilismo imbarazzante. Bisogna investire risorse per recuperare le ex cave, non basta concentrarsi solo sull’energia. Come potremo rispondere alle esigenze dell’agricoltura e gestire i fenomeni estremi se mancano regia e programmazione? La Regione dovrebbe agire in una logica di prevenzione e adattamento».

Il censimento

Uno studio di pre-fattibilità per censire i potenziali bacini idrici, le ex cave e quelle ancora in funzione (ma potenzialmente utilizzabili in prospettiva) in realtà esiste già: lo aveva realizzato Fabio Rolfi quando sedeva a Palazzo Lombardia da assessore regionale all’Agricoltura, sulla scia della legge regionale 34/2017 che ha introdotto «nuove norme per la mitigazione degli effetti delle crisi idriche». Ma anche in questo caso, si è rimasti quasi fermi lì: al lavoro svolto 2021 e il 2023.

Le aree sono state individuate con il supporto di Anbi Lombardia basandosi sulle evidenze dei Piani comprensoriali di bonifica, irrigazione e territorio rurale e sulle segnalazioni giunte all’Osservatorio permanente per gli utilizzi idrici nel distretto idrografico del fiume Po da parte dei Consorzi di bonifica. Complessivamente ne sono state individuate 70, di cui 17 prioritarie: di queste ultime, ben otto sono nel Bresciano. Nello specifico si trovano a Palazzolo, Castrezzato, due ad Erbusco, Travagliato, Mazzano e due a Calcinato.

Il modello Castrezzato

A Brescia, grazie all’intervento del Consorzio di bonifica Oglio Mella, esiste già un’esperienza di riconversione di una cava dismessa: l’invaso Bargnana, a Castrezzato. Costruito per contenere le piene del vicino alveo fluviale alleggerendone le portate in caso di forti precipitazioni, grazie a una capacità complessiva di 150mila metri cubi permette l’irrigazione di oltre 1.500 ettari. Questa viene considerata la prima applicazione della legge regionale 34/2017 per il recupero di aree estrattive e la creazione di invasi per mitigare gli effetti della crisi climatica sulle risorse idriche.

Il bacino lungo il tracciato dell'A35 - © www.giornaledibrescia.it
Il bacino lungo il tracciato dell'A35 - © www.giornaledibrescia.it

Il bando

L’utilizzo delle cave come bacini di accumulo non è sufficiente per risolvere tutti i problemi legati alle sempre più frequenti crisi idriche, ma potrà costituire un valido aiuto. Inoltre, sempre sulla scia della norma del 2017, nel 2023 è stato pubblicato il «bando piccoli bacini» per ottimizzare la gestione della risorsa idrica nei territori montani attraverso realizzazione, ripristino e manutenzione straordinaria appunto di piccoli bacini e di sistemi di raccolta e stoccaggio delle acque, nonché dei relativi sistemi di adduzione e distribuzione.

Come è finita? Le domande di finanziamento presentate sono state 96, di cui 87 ammesse a contributo. La dotazione di 5,6 milioni, inferiore al finanziamento complessivo richiesto, ha consentito di finanziare solo le prime 69 domande. Gli interventi sono rivolti principalmente alla mitigazione dei fenomeni di siccità e al recupero delle acque meteoriche, anche a supporto dell’attività agricola (malghe e alpeggi) e ricettiva (rifugi).

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato

Icona Newsletter

@Buongiorno Brescia

La newsletter del mattino, per iniziare la giornata sapendo che aria tira in città, provincia e non solo.