Tutti hanno scomodato Carlo Emilio Gadda, perché in effetti l’affaire Corda Molle ha tutte le sembianze di un pasticciaccio brutto. Ma possiamo dire anche bruttissimo. Ora però è tempo di cambiare epoca e genere per passare alla Storia infinita. E non parliamo di trama, il riferimento è squisitamente lessicale. Perché la questione sta assumendo contorni sempre più incerti.
Novità
Siamo arrivati all’ennesima pagina del libro. Ieri la Provincia ha confermato i rumors che giravano ormai da alcuni giorni: da venerdì primo maggio i residenti dei 22 Comuni attraversati o nel raggio di due chilometri dalla Corda Molle e quelli della città pagheranno metà pedaggio. La gratuità inizialmente prevista per un anno, e poi garantita per due mesi, è ufficialmente finita. Ancora pochi giorni, dunque, e poi pagheranno tutti, chi più e chi meno.
Un esito forse atteso, ma che molti cittadini speravano di non vedere realizzato. La riduzione del 50% è garantita dal concessionario Autovia Padana, che coprirà metà costo per i residenti dei 23 comuni fino alla fine della concessione, ovvero il 2043. Il Broletto, in accordo con i sei rappresentanti dei sindaci e le associazioni di categoria, per ora non agevolerà direttamente chi abita nelle vicinanze del raccordo autostradale. Una decisione che molto probabilmente è stata presa per evitare impugnazioni da parte degli esclusi: un rischio elevato, soprattutto se si considera che i parametri per escludere alcune persone dal pagamento non sono mai stati completamente chiariti.
La Provincia sta però studiando misure alternative. L’ipotesi più probabile è quella di individuare agevolazioni a favore dei pendolari, a prescindere dal criterio della residenza. Un impegno che il Broletto confida «di poter applicare nel più breve tempo possibile». Qui si entra però in un altro campo minato di insidie. Perché se la Provincia conferma di guardare a «modelli già in uso per infrastrutture analoghe, con un calcolo della scontistica in base ad un numero minimo di passaggi nell’arco del mese», riuscire davvero a trovare uno schema che agevoli i pendolari non è poi così immediato. Innanzitutto si deve definire chi sono i pendolari.

Sulla carta un’operazione semplice: basta infatti decidere quanti passaggi permettono di rientrare nella categoria. Più difficile nella pratica, perché arriverebbero le lamentele degli esclusi e, soprattutto, perché la quantità di persone agevolate è strettamente legata ai fondi. E qui c’è il più grosso punto di domanda di tutta la vicenda: quanti ne ha a disposizione la Provincia?
Il vicepresidente del Consiglio regionale Emilio Del Bono precisa che il concessionario Autovia Padana metterà a disposizione fino a 3 milioni di euro all’anno per lo sconto dei residenti. Numeri che non convincono il Broletto, ma che inevitabilmente portano a una riflessione: ne servono altrettanti per poter assicurare uno sconto efficace ai pendolari?
Ipotesi
Che siano così tanti o che sia il milione e mezzo di euro inizialmente previsto, ancora non si sa da dove i fondi possano arrivare. C’è però una porta aperta che non si può ignorare. Giovedì in Senato si discuterà la conversione in legge del decreto dell’11 marzo sulle misure urgenti per commissari straordinari e concessioni. Un emendamento – a firma dei leghisti Manfredi Potenti, Antonino Germanà e del bresciano Stefano Borghesi – al disegno di legge chiede l’autorizzazione alla spesa di un milione di euro per il 2026 e di 1,5 milioni di euro per il 2027 «al fine di potenziare il servizio di trasporto pubblico locale della provincia di Brescia, funzionale a garantire una migliore accessibilità ai territori interessati alla manifestazione sportiva 1000 Miglia».
Niente a che fare con la Corda Molle, dunque – anche perché soldi diretti per l’infrastruttura non possono arrivare (i famosi aiuti di Stato) – ma è facile immaginare che il Broletto possa coprire con queste risorse alcune spese del bilancio e spostare così altri fondi sul raccordo autostradale. Vedremo se il prossimo sarà davvero l’ultimo capitolo della Storia infinita.




