Corda Molle, a Brescia Sud ore di coda per l’esenzione dal pedaggio
Qualcuno aspetta per ore in coda. Altri, in previsione di un’attesa infinita, ritirano il numero e tornano a casa, con l’idea di ripresentarsi più tardi. C’è chi, invece, rinuncia e proverà a ritentare la sorte nei prossimi giorni. La registrazione per consentire ai residenti dei comuni attraversati o nel raggio di due chilometri dalla Corda Molle di ottenere l’esenzione dal pagamento del pedaggio – misura che entrerà in vigore da domenica 1 marzo – sta creando più disagi del previsto.
All’infopoint di Brescia Sud le criticità non mancano, con lunghe file e tempi di attesa che arrivano fino a quattro ore. Per ogni pratica servono dai 10 ai 20 minuti – come segnala la gente in attesa – e il flusso rallenta inevitabilmente. Una situazione che non fa piacere a chi si presenta allo sportello per completare la registrazione.
«C’è gente qui dalle 7 di questa mattina – racconta un uomo alle 10.30 –. Il tempo necessario per fare tutto è davvero eccessivo. Ore e ore di fila; ci dicono di registrarci sul sito ma si blocca, la mail di conferma non arriva e siamo costretti a venire al casello per concludere la procedura. Non è giusto, c’è chi lavora e perde ore preziose. Io inizio a mezzogiorno, sono in attesa ma non so nemmeno se riuscirò ad entrare».

Fuori dall’ufficio è un continuo via vai di persone e – logicamente - lamentele. «Sono qui dalle 7.30 – aggiunge una donna –. Quando sono arrivata c’erano già persone anziane ad aspettare, peraltro in piedi. Ci sono soltanto quattro sedie e ogni tanto l’operatore esce a distribuire i numeri. Non è una situazione per nulla agevole».
Poi c’è chi, come dicevamo, la coda è stato costretto a farla per due giorni consecutivi. «Ieri pomeriggio ho atteso due ore e mezza per registrarmi – racconta un altro utente – ma ad un certo punto ho dovuto rinunciare per impegni di lavoro. Stamattina sono arrivato alle 8.25: dopo due ore sono ancora qui e ho una decina di persone ancora davanti. I tempi complessivi sfiorano le quattro ore». Disagi, attese e malcontento: il primo marzo è vicino, ma i segnali non sono incoraggianti.
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