Il consumo di suolo accelera a Brescia, ma le trasformazioni che vediamo oggi possono essere il risultato di scelte urbanistiche compiute molti anni fa. È il punto su cui insiste l'assessora alla Pianificazione urbanistica Michela Tiboni, commentando i dati del nuovo rapporto Ispra.
Nel 2025 il capoluogo ha consumato 9,14 ettari netti di suolo, più del doppio dei 4,31 del 2024, salendo al terzo posto tra i capoluoghi lombardi per superficie persa nell'ultimo anno. Un'accelerazione che porta al 44,2% la quota di territorio comunale complessivamente artificializzato.
«I dati Ispra ci ricordano che il consumo di suolo resta una delle grandi sfide per tutte le città», osserva Tiboni. L'assessora richiama però i tempi dell'urbanistica: «Le trasformazioni che vediamo realizzarsi oggi possono derivare da previsioni e piani attuativi approvati molti anni fa, quando lo sviluppo urbano era basato soprattutto sull'espansione della città».
Il riferimento è al cambio di indirizzo che, secondo l'assessora, il Comune ha avviato con il Pgt del 2016 e intende confermare nella Variante attualmente in preparazione.
«Non possiamo continuare a sprecare suolo libero come si è fatto nei decenni passati», sottolinea Tiboni. L'obiettivo dichiarato è recuperare gli edifici inutilizzati, rigenerare le aree dismesse e limitare nuove occupazioni di territorio.
L'assessora richiama anche il miglioramento registrato nel rapporto Ecosistema Urbano di Legambiente, che vede Brescia salire dal 18esimo al 15esima posto nazionale. Due fotografie che non si escludono: la classifica valuta diversi aspetti della sostenibilità cittadina, mentre il dato Ispra misura nello specifico le nuove superfici consumate.



