Cronaca

Si accascia mentre gioca all’oratorio: rianimato e salvato in campo

Erik Zanelli, 22 anni di Lodrino, ha perso i sensi durante una partita tra amici: «Sono stato miracolato, il defibrillatore e la competenza delle persone mi hanno salvato»
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Erik salvato dal defibrillatore

É stato ricoverato, con il cuore che batteva artificialmente, venerdì 5 settembre. Dopo nemmeno due settimane, giovedì 18, Erik Zanelli, 22enne di Lodrino con un passato nel mondo del calcio, è stato dimesso. E ieri ha raccontato quello che gli è capitato perché «il defibrillatore e la competenza delle persone che mi sono trovato accanto mi hanno salvato. La mia storia è un messaggio per tutti. Io mi sono trovato nel posto giusto, al momento giusto e con attorno le persone giuste. Altrimenti non sarei qui».

Il malore

Venerdì sera il ragazzo stava giocando al campo dell’oratorio di Costorio di Concesio, un triangolare organizzato tra amici, quando dopo cinque minuti di partita ha perso i sensi. «Io non mi ricordo nulla. Mi ricordo solo di essere arrivato al campo ma non ho memoria di aver fatto riscaldamento, mi hanno detto i miei compagni che ho pure sfiorato un gol colpendo un palo. Io ho il vuoto».

Immediatamente le altre persone capiscono che sta succedendo qualcosa di grave e inizia una fortunata catena di eventi. «Il don aveva comprato il defibrillatore e lo aveva montato vicino al campo, in panchina c’era un medico e anche nell’altra squadra un ragazzo abilitato al soccorso» racconta ancora Erik. Ciascuno fa la sua parte: un giocatore corre a prendere il defibrillatore, un altro chiama il 112 mentre il medico e il soccorritore si alternano nelle manovre di rianimazione.

«La situazione era molto grave. Dopo quattro scariche il mio cuore non riprendeva. Per fortuna eravamo vicini al Civile, l’ambulanza è arrivata in nove minuti dalla chiamata». Con il massaggiatore meccanico a continuare la rianimazione il ragazzo viene trasferito in rianimazione «lunedì poi sono passato in terapia intensiva e solo da quel momento ho dei ricordi».

Tra sport e miocardite

Erik è sempre stato uno sportivo, calciatore di livello nelle giovanili e poi con la FeralpiSalò ma «nel 2022 mi hanno trovato la miocardite e non ho più avuto l’idoneità agonistica, per vari problemi mi hanno dato delle pastiglie e poi messo un pacemaker. Il calcio è la mia grande passione e a qualche partita con gli amici non ho rinunciato. Ma solo una serie di coincidenze mi ha salvato».

Il commento del medico

Sul tema parla anche il medico di famiglia di Erik Zanelli, il dottor Davide Becchetti: «Qui alcune scelte hanno fatto la differenza, la prima è stata quella di don Michael Tomasoni che ha comprato il defibrillatore e lo ha messo accanto al campo. Il ragazzo era in fibrillazione ventricolare con un arresto cardiocircolatorio, il defibrillatore era carico, funzionante e sempre controllato. Ha salvato la vita a questo ragazzo e lui ne è consapevole ma tutti devono sapere che questi strumenti possono fare la differenza».

Il medico ha notato che «troppo spesso non c’è una manutenzione regolare dopo l’acquisto e non ci sono persone abilitate alla rianimazione cardiopolmonare. Ci sono decine di corsi a cui tutti possono iscriversi per poter essere utili se dovesse servire».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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