Non entrerà in vigore domani. E nemmeno dopodomani. Ma il nuovo Codice della strada merita attenzione, perché si tratta di una vera riforma organica, non di semplici ritocchi come quelli spesso apportati alla normativa in vigore dal 1993. Le novità sostanziali sono molte, ma come detto la data della vera e propria attuazione è ancora distante. Lo schema è stato approvato il 13 ottobre in Consiglio dei ministri e il 1° aprile 2027 entrerà formalmente in vigore, ma bisognerà attendere il 1° gennaio 2028 per l’applicazione delle nuove norme, con possibilità di slittamento al 1° aprile.
Fatta la doverosa premessa sulle tempistiche è poi importante individuare le tematiche principali del nuovo Codice, tra i 294 articoli disseminati su 431 pagine di documento ufficiale.
Le multe
Una delle novità più significative riguarda le multe. Il nuovo Codice introduce una generale riduzione degli importi, attraverso un arrotondamento al ribasso rispetto a quanto succede ora. Le multe minime più comuni da 26 e 42 euro scendono rispettivamente a 25 e 40 euro, mentre quelle da 83 e 87 euro vengono ridotte a 80 euro.
Una scelta che solleva però alcune perplessità sul fronte della sicurezza. «Già un annuncio che dice che calano le sanzioni ci lascia un po' perplessi», osserva Giordano Biserni del Sindacato autonomo di Polizia, che richiama l'attenzione sull'effetto deterrente delle multe, soprattutto per gli eccessi di velocità. A preoccupare è anche la complessità dei nuovi sistemi di calcolo delle sanzioni, con maggiorazioni differenti a seconda delle violazioni. «Credo che per l'applicazione quotidiana di questa tipologia di sanzioni serviranno dei laureati in matematica», commenta Biserni, sottolineando il rischio di complicare il lavoro degli operatori di polizia.
L’assicurazione e i tempi per le notifiche
Diventano poi più rigorose le conseguenze per chi circola senza copertura assicurativa. È infatti previsto il divieto di marcia a tempo indeterminato, fino a quando il proprietario non avrà regolarizzato la propria posizione. Le disposizioni interessano anche i veicoli con targa straniera che circolano in Italia per periodi superiori a 30 giorni.
Cambiano anche i tempi concessi alle amministrazioni per notificare determinate violazioni, comprese quelle per gli autovelox. Quando l'accertamento avviene attraverso dispositivi di rilevamento a distanza, senza contestazione immediata, il termine previsto per la notifica del verbale scende dagli attuali 90 a 45 giorni.
Le persone con disabilità
Il nuovo Codice interviene anche sul Contrassegno unificato disabili europeo (Cude). Tutti i Comuni saranno tenuti ad aderire alla piattaforma nazionale, per favorire il riconoscimento dei contrassegni e semplificare gli spostamenti delle persone con disabilità da un territorio all'altro.
Moto, rider e monopattini
Novità anche per i motociclisti, ai quali viene consentito, in determinate condizioni di traffico, utilizzare la corsia d'emergenza in autostrada. La possibilità riguarda situazioni di ingorgo o rallentamento e resta subordinata al rispetto delle condizioni di sicurezza e alla precedenza dei mezzi di soccorso.
Per i cosiddetti cicli a propulsione – le biciclette elettriche –, tra i quali rientrano particolari mezzi utilizzati anche per le consegne a domicilio, vengono previsti casco protettivo e contrassegno identificativo. Per i monopattini elettrici, invece, il testo stabilisce che non possano circolare quando, per le condizioni del traffico, costituiscono un intralcio o un pericolo per i pedoni. In tali situazioni devono essere condotti a mano.
Patenti professionali, minicar e targhe
Il Codice innalza inoltre da 68 a 70 anni il limite anagrafico per determinate attività di trasporto professionale con patenti del gruppo 2, comprese quelle per autocarri e autobus. Sono previste verifiche periodiche dei requisiti psicofisici, con rinnovi biennali e le limitazioni stabilite per le diverse categorie.
Una stretta specifica riguarda anche le cosiddette minicar, i quadricicli leggeri spesso utilizzati dai più giovani. Nel mirino finiscono le modifiche illegali alle caratteristiche costruttive e ai dispositivi essenziali per la sicurezza, comprese quelle che alterano le prestazioni rispetto ai limiti previsti per la categoria.
Tra le novità figura anche la possibilità di richiedere targhe personalizzate, con una particolare successione di caratteri alfanumerici, secondo modalità e requisiti che saranno definiti dal regolamento attuativo. La misura si affianca alla possibilità, già riconosciuta ai veicoli storici, di ottenere targhe riferite al periodo di costruzione.
Digitalizzazione
Spazio infine anche alla digitalizzazione. Il nuovo Codice supera, nei casi previsti, l'obbligo di esibire materialmente i documenti cartacei di guida e di circolazione, consentendo agli organi di polizia di verificarne la regolarità attraverso le banche dati telematiche. Una semplificazione destinata a ridurre gli adempimenti per gli automobilisti e a rendere più immediati i controlli sulle strade.
Cosa non è entrato nella riforma
Ci sono poi due misure inizialmente ipotizzate che sono state tolte dallo schema. La prima è la possibilità di conseguire la patente B già a 17 anni, eliminata prima dell'approvazione in Consiglio dei Ministri.
La seconda riguarda i pedoni: non è stata mantenuta la proposta di introdurre sanzioni specifiche per chi utilizza lo smartphone mentre attraversa la strada. Restano naturalmente gli obblighi generali di prudenza e attenzione durante gli attraversamenti.
Resta però aperto, secondo Biserni, il problema dei controlli sui comportamenti più pericolosi. «Anche con questa riforma non è previsto in automatico l'accertamento da remoto» delle violazioni legate all'utilizzo del cellulare alla guida, osserva, lamentando le difficoltà degli agenti nell'individuare e sanzionare chi si distrae al volante. Ma il nodo principale, secondo Biserni, resta la presenza delle forze dell'ordine sulle strade: «Possiamo fare tutte le riforme del Codice della Strada che vogliamo, però se non ci sono controlli costanti, sia della velocità sia delle pattuglie sulle strade, non credo che raggiungeremo il risultato».




