Il mercato delle biciclette elettriche in Italia sta vivendo un vero e proprio boom: si stimano ormai almeno 1,8 milioni di e-bike in circolazione, un dato cresciuto del 50% rispetto a cinque anni fa. A spingere questa forte espansione contribuiscono una maggiore attenzione alla mobilità sostenibile, i contributi pubblici nazionali e locali e la trasformazione del lavoro urbano. Per i rider, in particolare, la bicicletta a pedalata assistita è diventata uno strumento indispensabile, in grado di abbattere la fatica, velocizzare gli spostamenti e permettere un maggior numero di consegne nell'arco della giornata. Parallelamente alla diffusione dei mezzi, tuttavia, è cresciuto anche il fenomeno delle manomissioni elettroniche e meccaniche effettuate dopo l’acquisto per aumentarne potenza e velocità come sostituire il sensore della velocità alla ruota, spostandolo sui pedali.
I risultati dei controlli condotti dalle forze dell'ordine nell'ultimo anno in diverse città italiane tracciano un quadro allarmante: in determinate operazioni mirate, otto e-bike su dieci sono risultate irregolari (un dato riferito specificamente ai mezzi fermati durante tali verifiche e non alla totalità delle bici in circolazione).
Il bici-velox
Per accertare la conformità delle e-bike, gli agenti si avvalgono oggi del cosiddetto «bici-velox come il Dynostar». A differenza di quanto potrebbe far pensare il nome, non si tratta di un dispositivo per fotografare i ciclisti in corsa, ma di uno strumento dotato di una pedana a rulli capace di misurare la potenza ed la velocità dei mezzi. Le conseguenze per chi circola con un mezzo alterato sono molto severe.
La Motorizzazione di Brescia spiega che il dispositivo mobile visto in queste settimane in diverse province lombarde, una vera e propria piattaforma con i rulli che verifica le prestazioni delle biciclette a pedalata assistita, è in dotazione alla Motorizzazione di Bari che la offre in comodato con i tecnici che la azionano alle amministrazioni pubbliche che ne fanno richiesta, tra le quali dopo la Polizia Locale di Como quella di Monza. Del resto una e-bike modificata che supera i parametri dell'articolo 50 del Cds viene classificata come un ciclomotore. Per poter circolare il mezzo dovrebbe quindi soddisfare requisiti quali immatricolazione, targa, assicurazione e uso del casco. Chi guida una bicicletta trasformata va incontro a molteplici infrazioni contemporanee, con sanzioni complessive che possono oscillare tra i 5 mila e i 15 mila euro, a cui si aggiunge il sequestro del mezzo.



