Questione di maturità? O questione di esperienza? Quando si parla di abbassare il limite d’età per fare qualcosa, arrivano inevitabili anche le polemiche. Così è successo anche con la patente, che potrebbe essere conseguita già a 17 anni, con un percorso verso la guida che inizierebbe ancora prima, a 16 anni.
È una delle novità legate alla direttiva europea sulle patenti che dovrà poi essere recepita anche in Italia. Le modalità concrete, però, sono ancora tutte da definire: saranno i provvedimenti attuativi a stabilire come funzionerà il nuovo sistema. L’ipotesi è quella di anticipare di un anno il percorso che porta alla patente, permettendo ai ragazzi di iniziare a guidare accompagnati già a 16 anni e arrivare poi al conseguimento del documento a 17.
Guida accompagnata
Un meccanismo che, almeno nel principio, trova il favore dei rappresentanti delle autoscuole bresciane. In Italia, del resto, una forma di guida accompagnata esiste già. Consente ai ragazzi che hanno compiuto 17 anni e sono in possesso di una patente A1 o B1 di esercitarsi alla guida di un’automobile prima della maggiore età. Per poterlo fare è necessario seguire un percorso di dieci ore in autoscuola e ottenere dalla Motorizzazione civile una specifica autorizzazione, che permette poi di guidare affiancati dagli accompagnatori indicati. La novità allo studio anticiperebbe questo meccanismo di un anno, consentendo di iniziare il percorso già a 16 anni.
È proprio dall’esperienza maturata con questo strumento che parte Andrea Zorra, presidente di Aba, l’Associazione bresciana autoscuole. «Siamo assolutamente a favore – spiega –. L’esperienza che abbiamo con la guida accompagnata è positiva, anche se oggi viene scelta da una percentuale molto bassa, attorno al 7%». Secondo Zorra, permettere ai ragazzi di fare pratica prima di affrontare definitivamente la strada da soli può avere effetti positivi soprattutto sul fronte della sicurezza. «La possibilità di guidare accompagnati da qualcuno porta poi a fare l’esame a 18 anni con una fluidità e una conoscenza che vanno solo a favore della sicurezza stradale. Anche l’esame diventa meno ansiogeno, perché si è già fatta esperienza alla guida».
Sul nuovo sistema, però, resta ancora da capire quale sarà esattamente il percorso previsto. «La nuova normativa non spiega ancora bene come dovrà funzionare – sottolinea Zorra –. Si parla di anticipare l’esame di teoria e le guide accompagnate. Se resterà così, a noi piace l’idea che qualcuno possa iniziare prima a guidare. Anche se il genitore può non essere preciso come un istruttore, quello che conta sono i chilometri: più se ne fanno, meglio è».
Paradosso
L’anticipo potrebbe avere, secondo il presidente di Aba, anche un altro effetto: riportare i più giovani verso una patente che oggi viene conseguita sempre più tardi. «Adesso si fa molto più tardi, quasi da laureati. Ci si rende conto che senza patente diventa più difficile anche trovare lavoro. Questa soluzione potrebbe invogliare a farla prima».
Una tendenza confermata anche da Federico Scaini, segretario provinciale di Unasca, l’Unione nazionale autoscuola studi di consulenza automobilistica. «Attualmente facciamo fatica a patentare i diciottenni – racconta –. I ragazzi arrivano a 20, 21 o 25 anni: non è più una priorità al compimento dei 18 anni. Qualcuno naturalmente continua a farla subito, ma mediamente l’età si è alzata».

Anche Scaini guarda con interesse alla possibilità di anticipare il percorso, ma invita ad attendere le regole definitive. «La direttiva dà questa possibilità, ma bisogna vedere come verrà recepita e come saranno strutturati i decreti attuativi. Se le complicazioni sono superiori al beneficio, rischia di succedere quello che accade oggi con la guida accompagnata, che viene fatta da pochi».
Proprio il sistema attuale, secondo Scaini, dimostra però quanto possa essere utile fare esperienza prima di guidare da soli. «La guida accompagnata viene fatta da pochissimi ed è un passaggio abbastanza gravoso, però per chi la fa è un bellissimo percorso. Permette di guidare di più accompagnati ed evita che a 18 anni, appena fatto l’esame, una persona prenda in mano la macchina senza avere sufficiente esperienza. Se il nuovo sistema verrà strutturato bene dal punto di vista della sicurezza, sicuramente sarà una cosa utile».
L’età
Nessuno dei due, inoltre, considera decisiva la differenza anagrafica tra i 17 e i 18 anni. «Normalmente chi vuole fare questa esperienza a 17 anni è una persona che ha proprio il desiderio di mettersi alla guida», osserva Zorra. Sulla stessa linea Scaini: «C’è qualcuno che a 25 anni forse non dovrebbe guidare e qualcuno che a 17 potrebbe invece andare benissimo». Resta quindi da capire quale forma assumeranno concretamente le nuove regole. Le autoscuole, almeno nelle intenzioni, vedono però con favore un percorso che permetta ai ragazzi di arrivare alla patente con più esperienza alle spalle e con un periodo più lungo di guida al fianco di un accompagnatore.




