Cronaca

City4, Europa Verde: «Meno degrado, ma dubbi su traffico e sanità privata»

Il portavoce Dario Balotta non boccia totalmente il progetto per l’ex centro commerciale Freccia Rossa, ma solleva alcune critiche sulla destinazione
L'ex Freccia Rossa diventerà City4 - Foto Comune di Brescia/Christian Penocchio
L'ex Freccia Rossa diventerà City4 - Foto Comune di Brescia/Christian Penocchio

Non una bocciatura totale del progetto City4, ma una presa di posizione critica e articolata. Europa Verde interviene sul futuro dell’ex Freccia Rossa, dopo l’avvio dei lavori nell’area di via Somalia, esprimendo apprezzamento per il recupero di uno spazio abbandonato ma sollevando dubbi sulla destinazione scelta dall’accordo tra Comune e MyCredit.

Il portavoce Dario Balotta definisce positiva la fine del degrado dell’ex centro commerciale, chiuso da anni, ma giudica «non sufficiente» il semplice dimezzamento della superficie commerciale previsto dal piano.

Sanità e mobilità

Nel mirino soprattutto il maxi poliambulatorio privato che dovrebbe occupare una parte consistente del complesso. Secondo Europa Verde, Brescia dispone già di numerose strutture sanitarie private, comprese due nella stessa zona tra via Dalmazia e via Zara, e un nuovo insediamento rischierebbe di «indebolire ulteriormente la sanità pubblica».

Altro nodo è quello della mobilità. La riapertura dei circa 2.500 posti auto viene considerata un possibile elemento di contrasto con gli obiettivi del Pums, il Piano urbano della mobilità sostenibile.

Per Balotta il parcheggio potrebbe avere senso solo se trasformato in struttura «scambiatrice», collegata alla metropolitana e alla stazione ferroviaria, con tariffe calmierate per pendolari e residenti, e accompagnata da limitazioni della sosta in piazza Vittoria per i non residenti. In caso contrario, il rischio sarebbe quello di aumentare ulteriormente il traffico privato attorno al centro storico.

Le proposte

Critiche anche alla componente commerciale, ridotta a 7.500 metri quadrati ma ritenuta comunque legata a «un modello già fallimentare», che in passato avrebbe penalizzato il commercio di vicinato senza portare benefici duraturi al tessuto urbano.

Europa Verde propone quindi un utilizzo alternativo dell’area: logistica urbana per l’ultimo miglio, studentati, spazi per coworking e innovazione, economia circolare, mercati agroalimentari locali e manifattura urbana. Funzioni che, secondo il partito, garantirebbero un maggiore equilibrio tra sostenibilità ambientale, qualità urbana e interesse pubblico.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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