Una firma che non costa nulla in più, ma che può trasformarsi in ricerca, assistenza e aiuto concreto. È il cinque per mille, lo strumento che permette ai contribuenti di scegliere a quale realtà destinare una quota della propria imposta sul reddito. Eppure, ancora oggi, molti non esprimono una preferenza. «È un peccato, perché parliamo di una parte delle imposte che abbiamo già pagato e di cui possiamo decidere la destinazione», spiega Francesco Capodicasa, fiscalista di Fiscal Center, ospite di Teletutto Racconta insieme a Francesca Zani di Saverio Crea ODV e Claudia Forti, volontaria di Medici Senza Frontiere. «Non è una spesa aggiuntiva, ma la possibilità di sostenere un'associazione senza versare altri soldi».
Francesco Capodicasa, perché è importante non lasciare questa scelta al caso?
«Perché possiamo decidere di sostenere una realtà nella quale crediamo: la ricerca, l'assistenza, le persone fragili, le associazioni del territorio o le organizzazioni che intervengono nelle emergenze internazionali. L'importante è informarsi e scegliere, senza lasciare che sia una dimenticanza a decidere per noi».
Chi può destinare il cinque per mille e come si fa?
«Non soltanto chi presenta il 730, anche chi non è tenuto a presentare la dichiarazione dei redditi può, nei casi previsti, esprimere la propria scelta attraverso la scheda allegata alla Certificazione unica. Bisogna individuare l'ente che si vuole sostenere, inserire il suo codice fiscale nello spazio previsto e firmare, seguendo le indicazioni dell'Agenzia delle Entrate».
Ma che cosa significa, concretamente, scegliere un'associazione? Significa dare la possibilità a un progetto di proseguire, contribuire alla ricerca o sostenere famiglie che affrontano situazioni difficili. A Brescia, una delle realtà che lavorano in questa direzione è Saverio Crea ODV, nata per trasformare il ricordo di una persona cara in gesti concreti di solidarietà.
Francesca Zani, da dove nasce l'associazione?
«Saverio Crea Odv è nata nel 2011, in memoria di Saverio, scomparso nel 2008. La sorella Maria Francesca, insieme ad altri soci, ha voluto ricordarlo attraverso opere di bene, soprattutto a favore dei bambini e delle persone che hanno bisogno di aiuto. Era un desiderio che Saverio aveva espresso quando era in vita: essere ricordato attraverso qualcosa di concreto per gli altri».
Tra i vostri progetti c'è Rari come Franci, dedicato alla memoria di Francesco Tedoldi. Qual è il vostro impegno?
«Il progetto sostiene la ricerca sulle malattie metaboliche rare, ci siamo concentrati sulla Pediatria degli Spedali Civili di Brescia, finanziando per tre anni un progetto di ricerca con un investimento complessivo di circa 154 mila euro. Ora vogliamo dare continuità a questo percorso».
Qual è il prossimo obiettivo?
«Vorremmo contribuire alla realizzazione di un ambulatorio dedicato ai bambini con queste patologie, che possa diventare un riferimento per loro e per le famiglie. Oggi alcuni genitori sono costretti a spostarsi per trovare competenze specialistiche, vogliamo contribuire a costruire un percorso stabile, che non si limiti alla ricerca ma migliori anche la presa in carico dei piccoli pazienti. Un altro obiettivo è dare continuità al lavoro del ricercatore, perché possa entrare a tutti gli effetti nel gruppo pediatrico».
Accanto alla ricerca, avete scelto di sostenere anche le famiglie.
«Ci siamo resi conto che non basta occuparsi della malattia, per questo abbiamo contribuito a finanziare, insieme all'ospedale, una figura psicologica. Stiamo lavorando anche sul tema delle cure domiciliari, quando sono possibili e appropriate. Per un bambino fragile, affrontare continuamente spostamenti e ricoveri può essere molto pesante».
Quanto conta il cinque per mille per portare avanti questi progetti?
«È importantissimo, anche se notiamo che la nostra fonte principale di sostegno sono gli eventi, le manifestazioni e la generosità delle persone. Il cinque per mille è una possibilità preziosa per noi, ma a parer mio è ancora troppo poco utilizzato.».
Medici Senza Frontiere
Dalla ricerca sulle malattie rare alle emergenze umanitarie, le possibilità di sostegno sono molteplici. Tra le organizzazioni che possono beneficiare del cinque per mille c'è anche Medici Senza Frontiere, presente in contesti di guerra, epidemie e calamità, dove garantisce assistenza alle popolazioni in difficoltà.
Claudia Forti, quanto è importante il cinque per mille per permettere a Medici Senza Frontiere di intervenire rapidamente nelle emergenze?
«Il sostegno dei privati è importante perché permette a Medici Senza Frontiere di mantenere la capacità di intervenire tempestivamente dove c'è più bisogno. Le emergenze possono essere improvvise e richiedere una risposta rapida, avere risorse a disposizione significa poter organizzare gli interventi e portare assistenza alle persone che ne hanno necessità».
Capodicasa, qual è il messaggio che vorrebbe arrivasse a chi ancora non esprime la propria scelta?
«Vorrei che le persone capissero che hanno la possibilità di decidere a chi destinare una parte delle imposte che hanno già pagato. Invece di lasciare che quei soldi rimangano allo Stato senza una scelta precisa, possiamo indirizzarli verso un'associazione nella quale crediamo, sostenendo progetti che aiutano concretamente gli altri. È un'opportunità che non costa nulla in più e che non dovremmo lasciarci sfuggire».
E per chi non sa come fare?
«Sono disponibile ad aiutare gratuitamente chi ha dubbi o non sa come esprimere correttamente la propria scelta. A volte basta spiegare dove inserire il codice fiscale e dove firmare, mi piacerebbe che nessuno rinunciasse al cinque per mille soltanto perché non sa come fare».
Una scelta semplice, dunque, che può tradursi in un sostegno concreto: dalla ricerca sulle malattie rare portata avanti a Brescia da Saverio Crea ODV agli interventi umanitari di Medici Senza Frontiere. Perché quelle risorse possono contribuire a dare continuità a progetti importanti. E tutto comincia da una firma.



