Anche gli ultimi due Comuni camuni si preparano a dire addio ai cassonetti dei rifiuti in strada. Cimbergo e Paspardo, gli unici rimasti fuori dal sistema ormai adottato dagli altri 38 municipi camuni, passeranno alla raccolta porta a porta con il nuovo anno. Nei giorni scorsi si sono svolti gli incontri pubblici con i cittadini per illustrare modalità, tempi e criticità del cambiamento. L’obiettivo è uniformare il servizio in tutta la Valcamonica, aumentare la percentuale di raccolta differenziata, ridurre la produzione pro capite dei rifiuti e contenere i costi attraverso una gestione più efficiente.
Ma c’è da risolvere anche il «turismo dei cassonetti», con persone che arrivano da fuori alla ricerca degli ultimi cassonetti rimasti in Vallecamonica, per buttare i loro sacchi della spazzatura. Facendo aumentare a dismisura la quantità di rifiuti. I due paesi partono da livelli piuttosto bassi: nel 2025 Cimbergo era al 42 per cento di raccolta differenziata, stabile rispetto ai due anni precedenti, mentre Paspardo al 44, dopo il 41 per cento del 2022, il 40 del 2023 e il 43 del 2024.
Tema seconde case
Il nodo principale riguarda seconde case e località sparse. A Paspardo, in particolare nelle località Zumella e Deria, saranno predisposti box dedicati con accesso tramite tessera nominativa, pensati per chi soggiorna solo nei fine settimana o vive lontano dai punti di raccolta. Il sistema illustrato da Valcamonica servizi prevede infatti aree specifiche per le utenze turistiche e le seconde case, accessibili con tessera dedicata. La raccolta sarà organizzata per frazioni: indifferenziato ogni due settimane, carta, vetro e lattine e plastica con cadenza settimanale, umido due volte a settimana.
«Con l’arrivo del porta a porta Cimbergo fa un passo importante e necessario – spiega la sindaca Donatella Martinazzoli –. Diciamo addio ai cassonetti, che troppo spesso diventano discariche a cielo aperto, per passare a un sistema più ordinato, giusto e sostenibile. Daremo particolare attenzione agli anziani nella fase di transizione». A Paspardo il sindaco Fabio De Pedro parla di una scelta non più rinviabile: «Siamo arrivati in zona Cesarini, eravamo gli ultimi due paesi rimasti. Negli anni avevamo sempre rimandato, ma oggi c’è anche un problema concreto: i nostri cassonetti erano diventati un ricettacolo di rifiuti provenienti dal resto della Valle». Resta aperto il tema dell’isola ecologica: i due primi cittadini stanno valutando la realizzazione di un’area condivisa, cercando risorse regionali.



