Cronaca

Ciclisti e infrazioni, Fiab: «Niente scuse, ma in bici si è meno tutelati»

Marco Zani, presidente dell’associazione Amici della bici di Brescia: «Non c’è pari dignità con le auto. Ogni giorno vedo veicoli parcheggiati sulle ciclabili»
Marco Papetti

Marco Papetti

Giornalista

Un'uscita di Fiab Brescia
Un'uscita di Fiab Brescia

«Sicuramente il ciclista non ha il diritto di infrangere il codice della strada, per cui se va contromano o passa col rosso ha senz’altro torto». Sulle infrazioni degli utenti sui pedali è categorico anche il presidente dell’associazione «Amici della bici» Fiab di Brescia, Marco Zani. Le norme della strada vanno rispettate, tanto dalle auto quanto dalle biciclette. «L'associazione non ha la minima intenzione di giustificare questi comportamenti». Tanto è vero, spiega, che «quando usciamo in gruppo se uno attraversa col rosso gli facciamo pagare il caffè per tutti».

Regole

Resta il fatto, però, che le biciclette non sono auto: «Siccome il ciclista in genere è l’anello debole della catena, se poi accade un incidente ci rimette lui». E la strada continua a non essere a misura di bici: «Si pensi ai semafori: a volte chi è in bicicletta ha undici secondi di tempo per passare, mentre l’automobile magari ha due minuti. Per cui sembra di leggere che non ci sia pari dignità fra l’automobilista e il ciclista. Anche gli incroci semaforici non sono tarati sulla velocità della bicicletta, per cui o vai come un matto oppure non riesci mai ad prendere l'onda verde. Sono tutti aspetti che se migliorati contribuirebbero a dare al ciclista una dignità più vicina a quella dell'auto e, secondo me, porterebbero anche a scoraggiare il fatto di passare col rosso o di arrangiarsi in qualche modo».

Ciclabili

Resta il punto, ribadisce Zani, che le norme vanno rispettate: «Credo anzi che una maggior severità nel far rispettare le regole vada a vantaggio anche dei ciclisti». I quali, anche quando hanno spazi a loro dedicati, faticano a far valere i propri diritti: «Io tutti i giorni vedo macchine parcheggiate sulle corsie ciclabili». Ciclabili che, conclude, «a Brescia ci sono: potrebbero essercene di più, ma comunque non possiamo dire che manchino». Serve però più attenzione sulla velocità delle auto e, di nuovo, sul rispetto delle regole per tutti: «È giusto pretenderlo anche dai ciclisti, ma a non rispettare le regole è quasi sempre chi guida un’auto».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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