Economia

Fotovoltaico, nel Bresciano energia per un anno per 320mila case

Solo il 4% viene prodotta da pannelli installati a terra. Ma in base alla legge potrebbero essere 30 volte tanto
Nicola Rizzardi
Installazione di pannelli fotovoltaici
Installazione di pannelli fotovoltaici

In una fase storica caratterizzata da una grande incertezza che colpisce il mercato dell’energia, nel dibattito pubblico sempre più spesso il fotovoltaico viene indicato come una delle possibili soluzioni alla sempre crescente domanda di elettricità in Italia. Nel corso del 2024, dati pubblicati da Gse – la società pubblica incaricata dello sviluppo delle fonti rinnovabili – indicano che il fotovoltaico ha generato oltre 35 Terawattora di elettricità a livello nazionale, pari al 12% circa del totale.

Gli oltre 307.000 impianti presenti in Lombardia hanno contribuito per oltre 3,9 TWh, più di un decimo del totale nazionale. La provincia di Brescia risulta essere il territorio lombardo più virtuoso per produzione di energia fotovoltaica: gli oltre 64.000 impianti in esercizio hanno generato 0,88 TWh annui nel 2024, una quantità di energia sufficiente ad alimentare circa 320.000 abitazioni per un intero anno. In termini di potenza installata, si tratta di 1082 MW di energia elettrica, prodotta in impianti fotovoltaici sia a terra che non.

La legge

Ed è proprio la collocazione degli impianti a rappresentare uno degli aspetti più delicati del tema. Regione Lombardia è recentemente intervenuta nella questione attraverso una specifica legge, che ha permesso di individuare le aree idonee alla realizzazione di impianti da fonti rinnovabili. Per il fotovoltaico, unitamente a quelle previste dalla normativa nazionale, sono considerate aree idonee: le cave non in attività, le ex discariche, le aree dismesse non residenziali, gli ambiti di trasformazione individuati negli strumenti urbanistici comunali e – infine – le aree industriali e terziarie.

Tuttavia, insieme a queste superfici, anche i suoli agricoli sono inclusi nelle aree potenzialmente oggetto di installazione di impianti fotovoltaici a terra o agrivoltaici (in questo caso, con pannelli montati su supporti che permettano la coltivazione del suolo sottostante). Al fine di tutelare le aree agricole, Regione Lombardia ha però scelto di tentare di limitare l’uso di questi terreni, fissando delle quote limite di territorio agricolo utilizzabile.

La soglia massima per l’installazione di impianti da fonti rinnovabili è lo 0,8% della superficie agricola utilizzata (Sau) a livello regionale, unitamente al 2% massimo imposto a livello provinciale e al 3% a livello comunale per gli impianti con moduli fotovoltaici al suolo. In breve, sarà richiesto il rispetto contemporaneo di tutte e tre queste quote limite; se superate, l’effetto sarà l’impossibilità di autorizzare nuovi impianti fotovoltaici a terra o agrivoltaici.

L’equilibrio

Il rispetto delle quote limite è, in apparenza, la giusta soluzione ad un problema che si trascina da anni, con aree agricole trasformate in siti di produzione di energia fotovoltaica a scapito delle coltivazioni. Occorre però sottolineare due punti: da un lato, il fenomeno talvolta appare nella narrazione più grande di quanto non sia nella realtà data dai numeri; dall’altro, le quote limite previste sono molto più ampie di quanto non si possa pensare.

Con ordine: in provincia di Brescia nel 2024 solo il 4% della potenza installata proveniva da impianti fotovoltaici a terra. Si tratta di 60 impianti censiti nel 2021, che – sommando anche le pertinenze – coprono una superficie territoriale complessiva di 116 ettari, l’equivalente di circa 160 campi da calcio. In secondo luogo, se si arrivasse ad utilizzare per intero la quota massima fissata del 2% della superficie agricola provinciale – pari a 3.457 ettari di suoli secondo i dati Istat riferiti al 2020 – lo spazio ad uso agrivoltaico e fotovoltaico a terra sarebbe ben 30 volte la superficie oggi impiegata.

Va detto che, al di là degli aspetti numerici, la vera sfida del futuro non sarà quella di dover scegliere tra agricoltura e fotovoltaico, ma piuttosto quella di trovare un giusto equilibrio che permetta ad entrambe le funzioni di contribuire allo sviluppo del territorio, non trascurando la sostenibilità ambientale.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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