Cellatica, la «folle corsa» di Carlo Mazzone diventa un murale

Federico Bernardelli Curuz
Una parete degradata dal tempo si trasforma in un’opera d’arte. Il muro accanto al campo sportivo è stato riqualificato grazie a un contest che ha riunito artisti di diverse provenienze
La corsa di Mazzone raffigurata sul muro - © www.giornaledibrescia.it
La corsa di Mazzone raffigurata sul muro - © www.giornaledibrescia.it
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Una riqualificazione urbana che intreccia calcio, inclusione e suggestioni primaverili: un nuovo murale lungo la «via dello sport». In via Breda, accanto al campo sportivo di Cellatica, un murale collettivo restituisce colore e significato a una parete segnata dal tempo, che si trasforma così in un racconto visivo aperto alla comunità. Dalla celebre corsa di Carlo Mazzone – omaggio a una delle immagini più iconiche del calcio italiano – fino a elementi naturali come radici, foglie e insetti, l’opera si sviluppa come un percorso tra memoria sportiva e rinascita.

La corsa di Mazzone sotto la curva dell’Atalanta nel settembre 2001
La corsa di Mazzone sotto la curva dell’Atalanta nel settembre 2001

«L’idea – spiega l’assessore alle associazioni, ai giovani e allo sport Roberta Saleri – era quella di riqualificare un muro che stava subendo degrado, tra scritte e deterioramento causato dagli agenti atmosferici. Abbiamo scelto di farlo attraverso un contest, invitando artisti a lavorare insieme per restituire dignità e bellezza a questo spazio». L’intervento si è svolto nei giorni scorsi nell’area sportiva di via Breda ed è stato pensato anche come evento aperto: cittadini e curiosi hanno potuto assistere dal vivo alla realizzazione del murale, seguendo passo dopo passo il processo creativo.

«Come amministrazione abbiamo fornito i materiali – prosegue Saleri – mentre gli artisti hanno sviluppato in autonomia il progetto. È stata una partecipazione molto bella, con giovani arrivati da diverse parti d’Italia e anche dall’estero». Il collettivo riunito per l’occasione ha visto la presenza di Andrea, Mostro, Saruk Tha Kid, Sage, Sound, Sowet e Umido: un gruppo eterogeneo, capace di mescolare stili e linguaggi differenti. Ne è nata un’opera «a più mani»; ogni autore ha inserito un frammento della propria visione.

Rinascita

«Abbiamo voluto dare nuova vita alla parete – spiegano gli artisti – raccontando una nostra idea di primavera: chi ha dipinto un insetto, chi scene di vita quotidiana, chi invece, ispirato dal campo sportivo, ha rappresentato Mazzone». Il risultato è un mosaico visivo che unisce sport e socialità. Accanto alla figura in corsa dell’allenatore, compaiono tre uomini seduti, simbolo di incontro e confronto, mentre la componente naturale attraversa l’intera composizione con tonalità di verde che evocano crescita e rigenerazione.

Una nuova vita al muro di via Breda - © www.giornaledibrescia.it
Una nuova vita al muro di via Breda - © www.giornaledibrescia.it

L’esperienza, della durata di tre giorni, guarda anche oltre. «L’obiettivo di questi artisti – conclude Saleri – è di poter esportare questo progetto, portarlo anche in città e trovare nuovi spazi per l’arte urbana». Una prospettiva che punta a trasformare interventi come quello cellatichese in occasioni diffuse di partecipazione e rigenerazione.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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