Cronaca

Castelletti rilancia per il 2028: «Ancora sindaca con la mia coalizione»

E ai pentastellati dice: «Non importiamo modelli pronti», ma il Pd apre a un possibile campo largo
Stefano Zanotti

Stefano Zanotti

Giornalista

Al parco Castelli Nuri Fatolahzadeh, Federico Manzoni, Laura Castelletti, Roberto Omodei e Roberto Cammarata - © www.giornaledibrescia.it
Al parco Castelli Nuri Fatolahzadeh, Federico Manzoni, Laura Castelletti, Roberto Omodei e Roberto Cammarata - © www.giornaledibrescia.it

«Io nel 2030 vorrei inaugurare il tram e salirci con la mia giunta e la mia coalizione». Laura Castelletti ci dà così il titolo per questo articolo. Più o meno a metà dell’incontro organizzato dal Partito democratico cittadino nella sua Festa dell’Unità. E poi poco importa se alla domanda diretta su una possibile ricandidatura nel 2028 risponde con un «devo chiedere a casa se sono d’accordo». Ci scuseranno i familiari della sindaca, ma possiamo dire che la strada è ben indirizzata. E l’accento Castelletti lo pone in maniera decisa sulla sua coalizione, che «ha trovato il suo linguaggio» e che sarà utile per «realizzare ciò che non sarà fatto entro la fine di questo mandato».

La squadra

Insomma, per la sindaca il gioco di squadra è fondamentale. Ed è servito per tenere unita una squadra «in cui ci sono più liste civiche rispetto al passato e anche una forza movimentista come Brescia Attiva». In questa squadra c’è anche il Pd e ci sono anche il capogruppo in Loggia Roberto Omodei e il segretario cittadino Roberto Cammarata, che ieri sera erano accanto alla sindaca, insieme al vicesindaco Federico Manzoni e alla giornalista Nuri Fatolahzadeh del Giornale di Brescia, moderatrice del confronto.

In piedi Roberto Omodei, accanto a lui Roberto Cammarata
In piedi Roberto Omodei, accanto a lui Roberto Cammarata

Proprio Cammarata ha dimostrato un po’ di attendismo. «Ai percorsi democratici di decisione politica ci teniamo particolarmente» è la puntualizzazione, prima di sottolineare che il nome di Laura Castelletti non è uscito come un coniglio dal cilindro nel 2023. «È stato invece l’esito di un percorso virtuoso, ma anche di inclusione politica che ha portato alla scelta migliore per la città».

Cammarata porge la mano alla sindaca, alla quale chiede di rinnovare la propria disponibilità per il prossimo mandato, ma precisa anche che sarà necessario «fare sintesi nel partito e nella maggioranza per capire se ci sarà da modificare qualcosa». Perché «se la società ci chiede qualcosa di diverso dovremo essere in grado di andare in quella direzione».

Campo largo?

E poi nella coalizione per le prossime elezioni ci potrebbe essere la novità Movimento 5 stelle, una pedina in più da tenere in considerazione. «Qualche collaborazione c’è già stata – conferma Omodei –. Del salario minimo comunale abbiamo discusso anche con loro. Non c’è alcun preconcetto nei loro confronti, anzi, siamo disponibili al dialogo, ma anche per loro deve valere lo stesso».

Campo largo anche in città quindi? Manzoni approva la scelta di una coalizione forte e non di un Pd che ha «pretese di autosufficienza». Il vicesindaco mette in evidenza come il pluralismo all’interno della maggioranza sia aumentato con l’amministrazione Castelletti. E il Partito democratico «ha sempre dimostrato di sapersi aprire alle altre forze politiche e anche di svolgere il ruolo di collante». Ma per capire meglio come andranno le cose si dovrà attendere il tavolo di coalizione che arriverà dopo l’estate.

Laura Castelletti
Laura Castelletti

L’affermazione più incisiva arriva comunque ancora dalla sindaca. «Siamo abituati – e secondo me questo va consolidato – a non importare modelli già pronti: quelle cose ci piacciono poco. Siamo una città laboratorio e non cavie». La questione è chiara: anche se a livello regionale o nazionale si aprono nuovi scenari, Brescia è un discorso a parte. Anche perché – lo spiega Manzoni – «stare all’opposizione obbliga a trovare delle alleanze, essere in maggioranza implica strategie diverse».

Il futuro

Se si parla di quello che sarà è inevitabile entrare nel campo dei progetti futuri. Per Castelletti saranno fondamentali la bonifica della Caffaro e il restauro del Teatro romano. Per il vicesindaco c’è da chiudere la partita sui fondi per la seconda linea del tram e da risolvere la questione della caserma Goito. Cammarata pone l’attenzione sull’ex polveriera di Mompiano e chiede di intitolare l’arena del parco Castelli a Giambattista Ferrari; Omodei sullo stadio. Chiude il discorso la sindaca: «Sono tutte cose fondamentali, che portano questa Amministrazione nella direzione della Holding».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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