Ci sono progetti che nascono sotto una buona stella, altri invece sembrano quasi essere perseguitati dalla malasorte. Rientra appieno in quest’ultima categoria la Casa di comunità destinata a sorgere in via Don Vender, una delle quattro a gestione Asst Spedali Civili previste dalla Regione in città (le altre sono quelle di via Marconi, via Duca degli Abruzzi e via Corsica).
La sua è una storia irta di complicazioni: dopo l’accordo nel 2023 sulla cessione dell’area dalla società immobiliare Il Ponte al Comune di Brescia (che a sua volta tramite voto in Consiglio comunale l’ha poi data in concessione all’Asst), tutto sembrava pronto per l’inizio dei lavori. I cantieri però sono partiti solamente nell’autunno del 2025, dopo il via libera della Soprintendenza che aveva posto un vincolo culturale su un edificio presente nell’area.
Superato l’ostacolo, se n’è però subito manifestato un altro. All’interno sono infatti stati rinvenuti rifiuti di amianto, verosimilmente legati alla demolizione delle baracche degli sfollati libici che lì erano stati ospitati dopo la fine della Seconda guerra mondiale.
Si è perciò reso necessario il subentro de Il Ponte alla ditta che aveva vinto il bando per la realizzazione dell’opera, al fine di rimuovere i resti. Proprio la società immobiliare sta procedendo ora alla pulizia dell’area: non appena terminata l’operazione - lo smaltimento potrebbe essere portato a termine nel giro di un mese - si potrà effettivamente partire coi lavori della Casa di comunità. E qui si pone il problema dei fondi.
Lo «switch»
L’opera infatti, il cui costo è stimato in tre milioni di euro, inizialmente era stata pensata per rientrare tra gli interventi finanziabili dal Pnrr. A seguito delle diverse peripezie è però stato deciso di rimodulare il Piano operativo regionale (Por), che prevedeva dieci Case di comunità da realizzare per l’Asst Spedali Civili di Brescia. E dieci effettivamente sono state realizzate, perché con la modifica al Por era stato fatto rientrare nell’ambito dei target il progetto di Gardone Valtrompia, a compensazione proprio di quello di via Don Vender. I fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza sono perciò stati dirottati verso la Casa di comunità valtrumplina, inaugurata ufficialmente a fine settembre alla presenza dell’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso, effettuando di fatto un cambio sul fronte finanziamenti.
La struttura cittadina verrà infatti costruita con risorse messe a disposizione dallo Stato e dalla Regione, derivanti dai Fondi di coesione europei e già stanziati per Gardone. Si vede perciò la luce in fondo al tunnel per l’infrastruttura, centrale sia per la Leonessa sia per la programmazione sanitaria regionale. «Sul tema c’è grande attenzione da parte del Comune - conferma l’assessora all’Urbanistica in Loggia Michela Tiboni -. Con Asst e soscietà il Ponte abbiamo creato un tavolo di lavoro ad hoc: non è stato facile ma alla fine una soluzione è stata trovata ed ora il progetto sta procedendo».




