L’epopea dell’edificio in costruzione al quartiere Fusetto di Carpenedolo sembra non avere fine. O quasi. «La situazione sta incontrando un’evoluzione in negativo: la ditta capofila dell’associazione temporanea di impresa sta attraversando difficoltà finanziarie»: così il sindaco Luca Franzoni, rispondendo alla domanda relativa allo stato dell’opera avanzata in Consiglio comunale da Tiziano Zigliani della minoranza «Carpenedolo che vorrei».
Il quadro
«Invitata a estromettersi dall’Ati, sono comunque già in atto i processi affinché un’altra azienda ne prenda il posto e si possa completare il 10% del disegno ancora mancante – prosegue la disanima il primo cittadino –. Il rischio altrimenti è di tenere i lavori fermi a lungo».
E se ciò diventasse realtà, si andrebbe a scrivere un’ulteriore pagina a una storia di per sé già parecchio corposa. Tutto trae infatti origine nella primavera del 2021, quando la maggioranza guidata da Stefano Tramonti approva – tra la forte perplessità delle opposizioni – la realizzazione di struttura multifunzione «Nzeb» ad altissimo efficientamento energetico che, attorniata da un parco di 6mila mq, accogliesse una nuova biblioteca e un centro servizi alla famiglia.

Circa 2.2 milioni di euro il costo stimato sulla base della proposta giunta dalla Seli manutenzioni generali di Monza nel 2019 per dar vita al sogno, servendosi del sito laddove negli anni Duemila era attivo un asilo, ormai abbandonato e pronto ad essere demolito. La progettazione in questione va però «a monte» nell’estate del 2022 a causa del forte rincaro dei materiali, che costringe l’esecutivo a una seconda pianificazione, senza contemplare le suggestioni dei rivali politici (istituzione in loco di un nuovo asilo o di una scuola Bottega).
Polo sanitario
Insistendo anzi sull’idea originale, una volta ridefinito il quadro economico in una spesa complessiva da 2.9 milioni di euro finanziata da un mutuo bancario, 12 mesi dopo – ovvero nel settembre del 2023 – viene allestito l’agognato cantiere. E pur ad andamento lento, tutto procede senza grossi intoppi fino al giugno del 2024, quando le elezioni amministrative in paese portano in dote un cambio di rotta nella destinazione d’uso del fabbricato che si sta innalzando in via Cervi. «Mantenendone inalterato lo scheletro, diverrà un polo sanitario con ambulatori per medici di base e specialisti», dichiara al proposito il neo sindaco. E così, con la riconversione degli spazi interni nel mentre, arriviamo ai giorni nostri, senza emettere ancora la parola «fine» alla tribolata questione.



