Comune di Brescia, se ci sei batti un colpo! E non solo ripristina il servizio di car sharing per i privati cittadini, ma credici e rilancialo. Purtroppo ho sperimentato sulla mia pelle quanto il servizio E-Automia di Brescia Mobilità (affidato alla società E-Vai) non fosse tra le priorità dell’Amministrazione cittadina.
E non solo perché come un fulmine a ciel sereno, esattamente un mese dopo essermi iscritta alla piattaforma di car sharing, ho ricevuto la comunicazione che «a far data dal 1° settembre 2026, interromperemo il servizio rivolto ai privati cittadini, attualmente attivo in Lombardia» come recita la mail spedita dalla società. Notizia che – pare – anche il Comune ha ricevuto senza preavviso.
Ma anche per ragioni pregresse, testimoniate dal bigliettino sgualcito che ancora conservo, sul quale, quando un anno fa chiesi informazioni sul sistema di auto a noleggio, una incolpevole addetta dell’Infopoint di via Trieste scarabocchiò a biro un numero di telefono di Milano e un indirizzo mail dicendo: qui può trovare tutte le risposte che cerca.
Nessuna brochure, nessuno che potesse spiegare il funzionamento del servizio o rispondere alle mie domande, nulla di nulla. Nessuno sportello attivato in città dalla stessa società che ora ha dato forfait...
Eppure all’epoca (anche se ci ho impiegato un anno a decidere, prima di compiere il grande passo) l’ipotesi di avere a disposizione una vettura a noleggio in caso di necessità, mi sembrava una cosa utile. E ne sono ancora convinta. Vivo in centro a Brescia, mi sposto a piedi o in bicicletta per recarmi al lavoro, uso spesso i mezzi pubblici. In famiglia (due adulti patentati e una madre che prende l’auto solo in caso di necessità) per scelta abbiamo solo una vettura. E se la macchina è in uso da altri, può servire una quattroruote di scorta, anche solo per una commissione d’emergenza o in caso serva un portabagagli.
Di più: ho accarezzato l’idea, una volta che la mia Clio diciassettenne mi lascerà definitivamente a piedi, di rinunciare alla macchina di proprietà. Facendo i conti sull’uso che ne faccio e sulle spese che sostengo per il suo mantenimento, il car sharing mi farebbe andare in pari, evitandomi l’acquisto di una vettura nuova e i problemi di parcheggio in centro. E-Vai mi aveva convinto anche perché ai residenti a Brescia offriva l’iscrizione gratuita al servizio e un prezzo conveniente d’utilizzo, oltre a 19 postazioni in cui prelevare e restituire la vettura.
Ora sono da capo (e prego che la mia macchinina resti in vita), aspettando che Brescia Mobilità trovi una società con cui sostituire E-Vai. E che magari, questa volta, creda davvero a un servizio da «città europea».




