Un gesto semplice, bisogna però ricordarselo. Le capsule usate del caffè non vanno più nel rifiuto indifferenziato. A cambiare le regole sono le nuove disposizioni europee (dal 12 agosto con l’entrata in vigore del Packaging and packaging waste regulation (Ppwr), il Regolamento Ue 2025/40) che permettono di assimilare le capsule agli imballaggi, semplificandone il recupero. Una novità che riguarda da vicino la Valle Sabbia dove il caffè in capsula è ormai un’abitudine quotidiana per tante famiglie.
Secondo le stime di Sae Valle Sabbia, nei Comuni serviti vengono utilizzate ogni anno 3 milioni e mezzo di capsule, pari a circa 20 tonnellate di materiale. Una montagna di piccoli contenitori che fino a ieri finivano prevalentemente nell’indifferenziato e che ora potranno prendere la strada del riciclo.
Come si fa
La regola è semplice: le capsule in plastica, alluminio o realizzate con entrambi i materiali vanno nel sacco giallo (quelle in tela rimangono invece compostabili). E non serve nemmeno svuotarle o ripulirle dai fondi di caffè. Basta lasciarle raffreddare e conferirle insieme agli altri imballaggi. Le nuove indicazioni valgono per tutti i Comuni valsabbini serviti da Sae, oltre che per Muscoline, Botticino e Rezzato.
Attenzione però: per questi ultimi due Comuni c’è un’eccezione. Le capsule interamente in alluminio vanno nella raccolta di vetro e lattine. «Tre milioni e mezzo di capsule all’anno sono numeri importanti, che dimostrano quanto anche i gesti più semplici possano incidere sulla tutela ambientale», osserva Simone Ronchi, direttore di Sae. L’obiettivo, spiega, è rendere più facile la raccolta differenziata, contando sulla collaborazione dei cittadini, che già dimostrano un elevato senso civico. Le nuove modalità saranno riportate anche nei calendari della raccolta di prossima distribuzione.
Le informazioni sono disponibili sul sito www.differenzaincomune.it, nella sezione «Come differenziare», e sull'app Riciclario. Capsule del caffè sì, sacchetti della spesa no. Vale la pena ricordare anche quest'altra regola, visto che sono ancora numerosi i cittadini che infilano nel sacco giallo le buste ricevute nei negozi. Quelle oggi comunemente distribuite alle casse, realizzate in materiale biodegradabile e compostabile, vanno invece nell'umido, non insieme agli imballaggi in plastica. Piccole attenzioni, insomma, che non costano nulla e possono fare la differenza. A patto di ricordarsene, magari proprio mentre si prepara il prossimo caffè.



