La Valcamonica entra ufficialmente nella corsa per diventare Capitale italiana della cultura 2029, quando ricorreranno i cinquant’anni dal riconoscimento Unesco dell’arte rupestre camuna. Il percorso prende il via in questi giorni, dopo la pubblicazione del bando ministeriale. L’obiettivo è arrivare alla costruzione di un dossier condiviso, capace di raccontare non solo la ricchezza del patrimonio camuno, ma anche una visione culturale e di sviluppo per il futuro della Valle. Da qui a settembre sono previsti incontri pubblici, tavoli di co-progettazione e confronti tecnici per affrontare alcuni nodi storici del territorio, in particolare mobilità, accessibilità e capacità ricettiva.
I ruoli
Il coordinamento è affidato all’assessorato alla Cultura della Comunità montana con il Gic e la fondazione Valle dei Segni. Tutti i Comuni camuni hanno già deliberato l’adesione al percorso, sostenuto anche da Regione e Provincia. Entro dicembre si conosceranno le dieci finaliste e il verdetto finale sarà ad aprile 2027. «Percepiamo un grande entusiasmo attorno a questa candidatura – sottolinea l’assessore Priscilla Ziliani –, ma dobbiamo costruire un processo partecipativo concreto. Valle Camonica Capitale sarà dedicata soprattutto ai giovani».
Calendario
I primi appuntamenti saranno quelli del ciclo «Bella storia!»; si parte domani alle 17.45 a Pian Camuno con «È una valle per giovani? – Presentazione dell’analisi sui bisogni culturali dei giovani camuni» e alle 20.30 a Malegno con «Il nostro patrimonio è contemporaneo? – Il patrimonio culturale e storico parla ancora ai cittadini di oggi?» e si prosegue venerdì alle 17.45 a Capo di Ponte con «Come trasformare le radici in opportunità? – Dialogo su cultura e formazione con due magnifici rettori di origine camuna” e alle 20.30 a Malonno con “Gli ingredienti? Coraggio e creatività».
Gli incontri di progettazione partecipata saranno invece il 7 luglio a Darfo, centro congressi, l’8 luglio al Palazzo della Cultura a Breno e il 9 luglio a Casa Panzerini a Cedegolo (alle 17.30).
Nel frattempo la Comunità montana candida al finanziamento regionale il progetto «Direzione Capitale», un programma da oltre due milioni per adeguare spazi culturali strategici come la Cittadella cultura a Capo di Ponte la chiesa di Sant’Antonio a Breno, il castello di Cimbergo e il nuovo museo di Ponte di Legno dedicato a Ettore Calvelli.



