«Il carcere di Brescia è al collasso». Una notizia che di fatto non è più una novità, anche se per la delicatezza del tema torna ogni volta al centro della polemica. A ritornare sul tema è stata l’Unione sindacati di Polizia penitenziaria.
«Una situazione dovuta ai quasi 400 detenuti presenti a fronte di una capienza regolamentare di 182 posti. Canton Mombello è il carcere più sovraffollato della regione Lombardia con un tasso che si attesta al 215%, ed il secondo in tutta la nazione dopo Lucca San Giorgio che ha un sovraffollamento che supera il 240% su una media nazionale che si attesta al 135%. Una situazione, ormai, al limite della sostenibilità, - afferma il segretario regionale aggiunto dell’Uspp Calogero Lo Presti -. Una situazione del genere pregiudica fortemente la dignità di chi si trova ad espiare la pena inficiando anche i percorsi trattamentali e di rieducazione, ma si tramuta, contestualmente, in una insostenibilità lavorativa da parte dei poliziotti penitenziari che si ritrovano a gestire più del doppio dei detenuti previsti in quella struttura».
Servono nuove strutture
Sul problema è intervenuto anche il presidente del sindacato di Polizia Giuseppe Moretti: «Il problema del sovraffollamento va affrontato con la realizzazione di nuove strutture penitenziarie che integrino e sostituiscono quelli esistenti con particolare riferimento a quei siti che ormai contano secoli di vita, come la struttura bresciana, sperando che il Piano carceri predisposto dal Governo attraverso l’individuazione del commissario straordinario, porti quanto prima a dei risultati tangibili».
Auspica, quindi, l’inizio dei lavori di ammodernamento e ristrutturazione, quanto prima, anche nel carcere di Canton Mombello nonché la costruzione del nuovo penitenziario di Verziano.




