Cronaca

Ilaria Cucchi visita Canton Mombello: «In 10 in una cella, disastroso»

La senatrice Avs: «Il doppio dei detenuti rispetto alla capienza. Nel caso dovessero partire i lavori bisogna evitare che le persone vengano trattate come pacchi»
Paolo Bertoli

Paolo Bertoli

Giornalista

Ilaria Cucchi con gli altri componenti di Avs Italia e Brescia - © www.giornaledibrescia.it
Ilaria Cucchi con gli altri componenti di Avs Italia e Brescia - © www.giornaledibrescia.it

È una situazione disastrosa quella che la senatrice di Avs Ilaria Cucchi ha trovato ieri mattina nel carcere cittadino di Canton Mombello. «Ho visto dieci persone nella stessa cella, con un solo bagno che è anche utilizzato come cucina» sono state le prime parole della parlamentare toscana, quando, accompagnata da Donatella Albini e Beppe Almansi di Sinistra Italiana Brescia, ha varcato il portone del Nerio Fischione.

Tra le celle

«In questo momento in questa struttura ci sono più del doppio delle persone detenute rispetto alla capacità, 382 stamattina a fronte delle 182 di capienza regolamentare. Ho visto direttamente le grandi difficoltà che vivono le persone detenute e quelle che qui dentro lavorano» ha spiegato la senatrice.

«Una altissima percentuale di chi si trova qui in questo momento, oltre il 70%, non dovrebbe esserlo perché si tratta di tossicodipendenti o persone con problematiche psichiche per cui questa struttura non è adatta».

Da anni si parla di una ristrutturazione, comunque costosa e che non risolverebbe il problema della mancanza di spazi, ma per Ilaria Cucchi «nel caso dovessero partire i lavori bisogna evitare che le persone vengano trattate come pacchi, bisogna sapere dove andranno e in quali tipologie di strutture».

La senatrice, insieme a Beppe Almansi, responsabile diritti di Sinistra Italiana Brescia, ha citato anche il caso delle attrezzature da palestra «comprate grazie alla raccolta fondi cui abbiamo partecipato insieme a Carcere e Territorio e che ha permesso di comprare tutto il necessario. Un mese dopo la consegna tutti gli attrezzi sono ancora imballati. Per chi è recluso anche solo andare in palestra e fare attività sportiva può rappresentare un obiettivo».

Infine dalla senatrice, sorella di Stefano, ucciso mentre era in custodia cautelare, una parola per la «direzione del carcere che cerca di fare il massimo con le pochissime risorse che ha a disposizione, per questo governo la questione carcere purtroppo è l’ultima delle priorità».

L’iniziativa

Almansi ha spiegato che quella della palestra è stata «una scelta di solidarietà politica. Noi vorremmo svuotare le carceri ma dato che il governo sta facendo l’opposto abbiamo pensato di dare una alternativa alle persone che sono dentro. Vogliamo che si torni a parlare di amnistia e indulto, perché ne vediamo il bisogno».

Donatella Albini ha sottolineato la difficoltà di vivere in «ambienti dove manca il ricambio d’aria, dove non ci sono spazi esterni sufficienti e dove si è sempre sotto la luce artificiale. Tutti devono potere recuperare la possibilità di ricostruirsi un’esistenza e noi continueremo a vigilare su questa situazione».

Luca Trentini, segretario provinciale di Avs ha chiarito: «Questa struttura non è adatta, questo edificio non è ristrutturabile e noi speriamo che possa essere chiuso».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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