Cancer Center: anche la Poliambulanza mira al riconoscimento

Anche la Fondazione Poliambulanza è in corsa per diventare un Cancer Center di respiro europeo. Un traguardo ambizioso che, come sottolinea il direttore sanitario Angelo Meloni, «rientra pienamente nel piano strategico dell’istituto, ispirato ai valori di madre Eugenia Menni.
Un piano che mette al centro il paziente e promuove il miglioramento continuo della qualità delle cure». In via Bissolati il percorso verso il riconoscimento da parte dell’Oeci (Organisation of European Cancer Institutes) rappresenta uno stimolo ulteriore ad alzare l’asticella. Un risultato che si affiancherebbe alla certificazione internazionale Joint Commission International (Jci), riconfermata per la quarta volta nel dicembre 2025: un sigillo che attesta il rispetto dei più elevati standard sanitari a livello globale.
Punti di forza
«Tra il 10 febbraio e il 20 maggio – spiega Meloni – caricheremo sul portale Oeci tutta la documentazione richiesta. E a settembre è prevista la visita degli ispettori». Secondo Meloni, Poliambulanza presenta tutte le caratteristiche per entrare a pieno titolo nel circuito, fondato su un modello organizzativo di matrice nordeuropea.
«La presa in carico del paziente oncologico è uno dei nostri punti di forza anche grazie ai percorsi strutturati dai case manager, infermieri appositamente formati che svolgono un ruolo chiave nel collegamento tra ospedale e territorio. Sono figure preziose per rispondere in modo efficace ai bisogni di chi ha ricevuto una diagnosi recente o presenta sintomi complessi. Grazie al gestionale Poli BI, sviluppato internamente, monitorano migliaia di percorsi clinici, guidando il paziente e riducendo i tempi d’attesa».
A entrare nel merito dei requisiti richiesti dall’Oeci e già realtà in Poliambulanza è Alessandra Huscher, direttrice dell’Unità di Radioterapia e della Breast Unit da poco entrata a far parte del gruppo di esperti che supporta le attività della European Commission Initiative on Breast Cancer (Ecibc): «L’umanizzazione delle cure e il coinvolgimento attivo del paziente, anche attraverso le associazioni, sono al centro della nostra attività. L’approccio multidisciplinare è consolidato».
Ora, sostiene, «è il momento di compiere un passo in più e investire nella multiprofessionalità, coinvolgendo non solo i medici, ma tutte le figure che accompagnano il paziente lungo il suo percorso. Questa è la strada che abbiamo intrapreso».
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