Un titolo mondiale conquistato con sacrificio e passione. La gioia incontenibile di salire sul gradino più alto del podio, ancora una volta. Poi il ritorno a casa, la medaglia d’oro al collo, il brindisi con il padre e, poche ore più tardi, il dolore più grande.
L’ultimo brindisi
Sono giorni in cui felicità e sgomento si intrecciano in modo indissolubile nell’anima della gussaghese Emiliana Cirelli, laureatasi campionessa del mondo Fci Obedience 2026 (lo sport dell'intesa perfetta con il cane) nella categoria individuale al termine del campionato disputato a Helsingborg, in Svezia.
Un successo straordinario, arrivato mentre il pensiero correva continuamente al papà Silvano, gravemente malato, che il destino ha voluto attendesse il ritorno della figlia per condividere con lei quell'ultima, irripetibile gioia. Il giorno successivo, lunedì, Silvano si è spento, lasciando alla figlia il ricordo di quell'ultimo momento insieme.

Un'immagine che rende ancora più profondo il significato di questa gloriosa vittoria, dedicata proprio a lui, l’uomo che le aveva trasmesso fin da bambina l’amore per gli animali.«Lunedì abbiamo brindato assieme e martedì mattina è mancato. Questo mondiale lo dedico a lui e alla sua forza. È stato lui a trasmettermi una passione enorme per tutti gli animali», racconta Emiliana con parole che racchiudono tutta la forza e la fragilità di questi giorni. Sul piano sportivo il risultato è straordinario.
Al Campionato del mondo hanno partecipato circa 120 binomi provenienti da ogni parte del pianeta. Nella prova di qualificazione Emiliana aveva chiuso al diciottesimo posto e ottenuto l’accesso alla finale. Ed è stato nell'ultima prova che, insieme alla sua inseparabile Maze, una Border Collie di sei anni, ha firmato una prestazione impeccabile.
Perfetta sintonia
L’Obedience è una delle discipline cinofile più tecniche e selettive. Valuta la precisione nell'esecuzione degli esercizi, l’affiatamento tra cane e conduttore e la capacità della coppia di lavorare in perfetta sintonia. Condotta senza guinzaglio, richiami, riporti, invii a distanza e cambi di posizione sono soltanto alcune delle prove che richiedono mesi, spesso anni, di allenamento. Già nel 2024, a Riga, in Lettonia, Emiliana e Maze avevano conquistato il campionato del mondo al loro esordio iridato. Tornare sul gradino più alto del podio nel 2026 rappresenta una conferma eccezionale.

«Questa vittoria è dedicata a mio padre e alla mia famiglia, che mi sono stati accanto in un periodo particolarmente delicato. È dedicata anche al mio compagno Gianluca, ai miei amici, alla squadra italiana e a tutte le persone che mi hanno sostenuta e incoraggiata lungo questo percorso. Nessun risultato importante si raggiunge da soli e questo titolo porta con sé un pezzetto di ognuno di loro».



