Cronaca

Un «Caffè con il direttore», i lettori del Gdb raccontano il loro giornale

Al nuovo appuntamento con Giorgio Bardaglio hanno partecipato numerose persone: sono arrivati spunti, riflessioni, chiarimenti e critiche costruttive
Il secondo appuntamento con il Caffè con il direttore al Giornale di Brescia
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Il secondo appuntamento con il Caffè con il direttore al Giornale di Brescia

Un giornale che vuole essere di tutti, che ha l’onere e l’ambizione di superare posizioni politiche e contraddizioni territoriali, che da più di ottant’anni continua a raccontare le sfaccettature di una provincia complessa e in continua evoluzione. Il nuovo appuntamento col «Caffè con il direttore» Giorgio Bardaglio in compagnia degli abbonati ha offerto un nuovo spaccato del rapporto tra Brescia e il suo storico quotidiano. E proprio dai lettori sono arrivati spunti, riflessioni, chiarimenti e anche qualche critica costruttiva sulla narrazione mediatica offerta ogni giorno da via Solferino.

Il punto di vista

C’è chi come Valentino, 88 anni, si lamenta dell’uso eccessivo delle parole straniere negli articoli e c’è un’insegnante di Fiumicello che le sottopone ai suoi alunni proprio come esercizio. C’è chi rileva che nei casi di cronaca ci si è a volte soffermati eccessivamente sul particolare e chi invece riflette sulla capacità del giornale di mantenere sempre un tono equilibrato. Anche tra le voci degli storici abbonati è uno caleidoscopio di opinioni. In un clima informale e senza distanze, il direttore Bardaglio ha interloquito con loro spiegando il funzionamento della «macchina» e raccontando il presente e il futuro del giornale. Ma soprattutto ascoltando.

Perché i racconti di chi ieri è intervenuto in sala Libretti testimoniano ancora una volta l’amore e la passione per qualcosa di intangibile che va oltre il foglio di carta. Un patrimonio immateriale che nell’era del trionfo della globalizzazione non si trova facilmente.

Riflessioni

Vito, ad esempio, ha iniziato a leggere il GdB da bambino: prima lo sport, poi la cronaca locale. «Dal 12 settembre 1973 ho cominciato a comprare il Manifesto e da allora li leggo entrambi. Oggi apprezzo particolarmente i fondi del Giornale di Brescia». Anche Vigilio ritiene alto il livello degli editorialisti e dice: «Il Giornale di Brescia è oggi così radicato perché nel tempo è diventato la voce del territorio. La sua capillarità dà il senso di una comunità e rappresenta al meglio la qualità della nostra terra». Diego, invece, apprezza molto la forma intervista «che dà un respiro internazionale al giornale».

A spiccare è soprattutto una generale soddisfazione per la capacità di garantire nel tempo pluralismo ed equilibrio, evitando sensazionalismo e polarizzazione nel rispetto dei principi deontologici. «Ho una mia sensibilità ma sul GdB riesco a trovare una molteplicità di pensieri e non mi disturba leggerne uno diverso dal mio – dice un altro lettore –. Mi fa piacere trovare ancora questo sforzo di mantenere una barra sempre dritta».

Frasi sincere, non piaggeria. E che però confortano sulla bontà del lungo percorso alle spalle e su quello altrettanto lungo da intraprendere. «Questo è un quotidiano effervescente che vuole farsi capire da tutti, dove conta più la credibilità che lo scoop – ha detto Giorgio Bardaglio agli abbonati, alla presenza dell’amministratore delegato Mauro Torri –. Traghettare e far crescere il Giornale di Brescia all’interno di questa comunità per me è una missione». Il «Caffè con il direttore» proseguirà e non mancheranno altri appuntamenti di condivisione, dentro e fuori la sede del quotidiano.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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