Cronaca

Brescia, tre giovani arrestati per rapine violente: vittime sfregiate

Nelle aggressioni, avvenute tra gennaio e aprile, avrebbero usato anche una bottiglia e un estintore. Durante le perquisizioni sono stati sequestrati un grosso coltello a serramanico e una mannaia
Simone Bracchi

Simone Bracchi

Giornalista

I tre sono stati arrestati dalla Squadra mobile
I tre sono stati arrestati dalla Squadra mobile

Calci e pugni, una bottiglia usata come arma e persino il manicotto di un estintore con cui una coppia è stata colpita alla testa e al volto. È una scia di violenza quella ricostruita dalla Squadra Mobile di Brescia, che questa mattina all’alba ha arrestato tre giovani cittadini extracomunitari, di età compresa tra i 20 e i 22 anni. Per loro è stata eseguita un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Brescia su richiesta della Procura.

I fatti

I tre sono gravemente indiziati di essere gli autori di diverse rapine, consumate e tentate, avvenute a Brescia e nell'hinterland tra gennaio e aprile. Sono accusati, a vario titolo e in concorso anche con due minorenni, di rapina aggravata, lesioni personali gravi e deformazione dell’aspetto mediante lesioni permanenti al volto.

La prima sequenza risale al 5 gennaio, nei pressi del centro commerciale Futura. Secondo la ricostruzione investigativa, i tre avrebbero avvicinato un diciottenne chiedendogli una sigaretta. Al suo rifiuto lo avrebbero inseguito e picchiato con calci e pugni. Il ragazzo riuscì a scappare e a rifugiarsi in un ristorante coreano, ma i tre si sarebbero fermati all’esterno ad aspettarlo.

Poco dopo, una coppia di coniugi uscita dallo stesso locale sarebbe stata circondata dai tre. Il marito sarebbe stato colpito alla testa con il manicotto di un estintore e avrebbe perso i sensi. Subito dopo la moglie sarebbe stata colpita al volto e alla testa con lo stesso oggetto. I tre le avrebbero quindi strappato lo zaino, nel quale c'erano il portafoglio e altri effetti personali. Le conseguenze per la donna sono state particolarmente gravi: perdita dell’udito dall’orecchio destro e altre lesioni, con una prognosi di 39 giorni. Il marito, invece, ha riportato uno sfregio permanente al volto e 26 giorni di prognosi.

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Il filmato di una delle aggressioni del trio di rapinatori arrestati a Brescia

Un secondo episodio ricostruito si è verificato il 14 marzo nella stazione metropolitana di Casazza. Il più anziano dei tre avrebbe avvicinato un passante nelle prime ore del mattino chiedendogli soldi e sigarette. Al suo rifiuto lo avrebbe colpito più volte al volto con una bottiglia. Un minorenne lo avrebbe quindi afferrato alle spalle facendolo cadere a terra, mentre un altro complice lo colpiva con calci al volto fino a fargli perdere i sensi. Anche in questo caso la vittima ha riportato uno sfregio permanente al volto, oltre ad altre lesioni con una prognosi di 27 giorni.

L’ultimo episodio contestato risale al 14 aprile. Uno degli arrestati, insieme a un quindicenne, avrebbe preso di mira un altro quindicenne che stava aspettando l’autobus a una fermata di Nave. Dopo avergli sfilato il cappello dalla testa, i due lo avrebbero colpito violentemente con calci e pugni al volto.

A permettere agli investigatori di identificare i tre sono state le immagini delle telecamere di videosorveglianza, l’analisi dei tabulati e i riconoscimenti fotografici effettuati dalle vittime. Durante le perquisizioni eseguite al momento degli arresti sono stati inoltre sequestrati un grosso coltello a serramanico e una mannaia, nascosti tra i vestiti di uno degli arrestati. Secondo gli investigatori, le armi potrebbero essere state utilizzate dalla banda nelle attività criminali. Le indagini proseguono per verificare eventuali ulteriori episodi e possibili collegamenti con altri soggetti o ambienti criminali.

L’intervento del questore

Il questore di Brescia Paolo Sartori, considerata la gravità dei fatti e la pericolosità sociale attribuita ai tre, ha disposto la revoca dei loro permessi di soggiorno e ha emesso altrettanti ordini di allontanamento dal territorio nazionale. L’espulsione con accompagnamento coattivo nel Paese di provenienza potrà essere eseguita, secondo quanto comunicato dalla Questura, una volta terminata l’esecuzione della pena eventualmente inflitta dalla giustizia italiana.

«L’operazione di Polizia conclusasi all’alba di questa mattina ha avuto origine da una programmata serie di azioni investigative, di monitoraggio e di controllo specificamente indirizzate ad individuare la presenza, sul territorio della nostra Provincia, di attività organizzate per compiere rapine e crimini violenti», ha dichiarato il questore Sartori, sottolineando i rischi per l’incolumità dei cittadini e per la sicurezza pubblica.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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