A Campione rinasce la casa delle associazioni e della co-progettazione

Uno spazio condiviso per le associazioni sportive. Una casa accessibile a tutti, ma anche un centro erogatore di servizi. Un luogo di coesione sociale, in cui i soci delle realtà attive in paese possano incontrarsi, parlare e riannodare i fili di quel tessuto sociale che ha sempre caratterizzato il borgo di Campione, ritrovando, sotto le ceneri dei progetti che immaginavano di farne una sorta di Montecarlo gardesana, l’idea di appartenenza a una comunità.
Comunità
Questa è la storia di un progetto ambizioso che muove i primi passi. Tutto nasce dalla disponibilità del proprietario di un ampio locale sfitto situato in via Verdi, Moreno Gasparini, storico gestore del Beach bar alla foce del fiume, che da tempo si è trasferito in Germania. Ma a Campione, Moreno ha lasciato il cuore: così ha deciso di concedere il suo spazio alle associazioni a un «canone sociale», per farne un luogo di utilizzo condiviso.
La proposta non è caduta nel vuoto. Ad accoglierla con entusiasmo è stato Roberto Chiari, titolare e istruttore della ReUnion Kite Academy, che sogna di dar vita «ad un luogo, fisico ma soprattutto simbolico – dice –, dove sport, socialità e cultura si intrecciano per ricostruire quel tessuto comunitario che un tempo animava il borgo e che oggi rischia di dissolversi sotto il peso della privatizzazione e di una visione esclusivamente commerciale del territorio».
Roberto sta coinvolgendo le realtà locali, e i feedback sono positivi. Il tessuto associativo è ancora ricco, ma non mancano le criticità logistiche. Come quelle dello storico Vela club Campione, rimasto senza sede. Poi ci sono i ragazzi di Kite Campione, che non dispongono di un punto d’appoggio fisico e altri sodalizi: Windsurf Garda Lake, Wing Foil Campione, Leonessa Diving.
Spazi condivisi
«Questo spazio condiviso – spiega Roberto – avrà una zona spogliatoio e rimessaggio attrezzature, un bar riservato ai soci, una zona living con biblioteca e ludoteca. Magari anche un ostello con qualche letto per garantire un punto d’appoggio ai surfisti che dormono in camper o nel furgone. Sarà un luogo di ritrovo dove le passioni si incontrano e si mescolano, e dove il tempo libero riacquista un valore condiviso».
La volontà è anche quella di ritrovare lo spirito che si respirava negli anni Ottanta e Novanta, quando Campione era un punto di riferimento per la tribù dei surfisti. «Il progetto - conclude Chiari - guarda a ciò che sta accadendo altrove. Si ispira ai «terzi luoghi» francesi, spazi ibridi, a metà tra pubblico e privato, capaci di offrire opportunità di incontro, scambio e co-progettazione sociale. È quello che vorremmo fare a Campione del Garda: un luogo che sia un ponte tra le generazioni, tra sportivi e cittadini, tra passato e futuro».
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