I numeri sono troppo grandi, le strutture troppo piene, le storie sempre più tribolate. E – così come stanno le cose, con la rete solidale e i posti dedicati all’accoglienza e all’aiuto attuali – non c’è più spazio, non ci sono abbastanza paracadute da aprire. Il «villaggio delle fragilità», a Brescia, è ufficialmente off-limits: lo dice la sindaca Laura Castelletti e lo confermano le cifre, che cristallizzano come le richieste di un posto letto e di un alloggio superino ormai di gran lunga l’offerta effettiva.
Per capirci, nell’abaco di questa cruda contabilità umana, ci sono i posti dei dormitori, quelli riservati alla bassa soglia, quelli del Sistema accoglienza e integrazione (Sai) e dei Centri di accoglienza straordinaria (Cas): con questa ragnatela assistenziale, Brescia aiuta – in base ai rispettivi e diversi requisiti – 1.045 persone. Tante, sì. Tutte quelle che ne avrebbero bisogno, no.




