Cronaca

Caldo estremo, ecco i rifugi climatici: cosa sono e dove si trovano

Si tratta di spazi pubblici e gratuiti dove potersi rinfrescare e riparare dal caldo anomalo: Brescia è in fase di lavorazione dell’elenco, ma in Italia c’è già qualche mappa
Nada El Khattab

Nada El Khattab

Giornalista

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Rifugi climatici, strategie anticaldo

Caldo torrido, malori e disagi: a soli pochi giorni dall’inizio dell’estate, l’emergenza caldo sta già causando le prime difficoltà, con punte da record a livello di temperature in tutta Italia. Per chi rimane in città l’opzione è una sola: resistere. Le regioni italiane si sono subito attivate per mettere in atto delle misure per proteggere i cittadini, interrompendo le attività lavorative nelle ore più calde del giorno e offrendo protezione a chi ne ha bisogno. A soffrire di più le conseguenze dell’emergenza climatica sono le categorie più fragili: anziani, cardiopatici, bambini e persone con patologie preesistenti.

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Brescia, è caldo da bollino rosso

Il quadro negli ospedali italiani è preoccupante: nei Pronto soccorso si sono registrati aumenti degli accessi fino al 20% in più. In Calabria, per affrontare l’emergenza, sono stati assunti 30 specializzandi. In Liguria, invece, è stato attivato un piano contro il caldo per proteggere circa 5.500 individui vulnerabili e a rischio. Nella nostra regione, fino al 15 settembre, è stato dichiarato lo stop delle attività lavorative tra le 12.30 e le 16 nelle cave e nelle aree edili. E in tutta la Penisola numerose città hanno reso gratuito l’accesso alle piscine comunali.

I rifugi climatici

Fresca di questi giorni è la notizia, arrivata dal Comune di Roma, che riguarda la mappa ufficiale dei rifugi climatici nelle città italiane. Mappatura che però è ancora in fase di compilazione e, quindi, non ancora pubblicata. Di cosa si tratta? Si tratta di spazi all’aperto o al chiuso dove potersi rinfrescare e riparare dal caldo. Possono essere piazze, parchi, giardini o piscine comunali oppure biblioteche, musei o centri commerciali dotati di aria condizionata. Con rifugio climatico si intende un luogo che sia anche in grado di offrire servizi come bagni e acqua potabile.

Il loro obiettivo è garantire rifugio soprattutto a chi ne ha più bisogno, come le persone senza fissa dimora, chi vive difficoltà economiche e non può permettersi un condizionatore o un ventilatore, o semplicemente anziani e bambini che necessitano di una breve pausa dalle alte temperature. Non si tratta tanto di punti creati da zero quanto di aree già esistenti sul territorio che vengono riqualificate e adibite per essere un rifugio climatico. In Italia l’iniziativa ha preso piede soltanto l’anno scorso e solo due città al momento hanno stilato l’elenco dei luoghi: a Firenze ce ne sono 44 e a Bologna 15. A Napoli la mappatura è stata realizzata in modo autonomo dall’associazione Cleanap che ha individuato 28 luoghi di riparo, mentre Torino ha individuato alcuni centri di incontri climatizzati (Cic).

A Brescia

A Brescia i rifugi climatici non ci sono ancora, ma solo a livello di mappatura ufficiale. «I luoghi di riparo esistono: pensiamo al parco Ducos, alle aree che costeggiano il fiume Mella, alle Cave o ai laghetti nel Bresciano» chiosa l’assessora all’Ambiente Camilla Bianchi. «Sono tutte zone in cui è possibile trovare temperature più basse e rinfrescarsi. Non essendo conosciute alla cittadinanza, il Comune sta ora lavorando per rendere noto l’elenco». Ad oggi si ha soltanto la mappatura delle isole di calore e sarà proprio «a partire da queste che verranno creati i rifugi climatici come oasi o boschi urbani», spiega Bianchi.

Le misure cautelari per affrontare l’emergenza caldo a Brescia quindi non mancano: nel 2024 è stato stipulato un accordo di collaborazione, valido fino a settembre 2026, tra la città e diverse istituzioni sanitarie del territorio (Asst Spedali Civili di Brescia, Fondazione Brescia Solidale, Fondazione Casa di Dio, Fondazione Casa di Industria e Auser Filo d’Argento). L’obiettivo è sostenere gli anziani e limitare l’isolamento sociale. Nello specifico l’intesa prevede l’accoglienza diurna nei servizi delle Fondazioni cittadine e all’interno dell’ospedale Civile per situazioni di fragilità, l’attivazione dei trasporti da parte di Auser Filo d’Argento Brescia e la collaborazione delle associazioni di volontariato per azioni di sostegno non professionali.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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