Villaggio Badia, dove le botteghe e l’ospitalità fanno ancora comunità

È il quartiere più a ovest di Brescia, «un luogo dove si vive bene». Non mancano tuttavia preoccupazioni legate alla chiusura di negozi di vicinato, messi in difficoltà dalla concorrenza dei centri commerciali
  • Il quartiere Villaggio Badia
    Il quartiere Villaggio Badia - © www.giornaledibrescia.it
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Questo articolo fa parte di una serie di reportage dedicati ai 33 quartieri di Brescia: un viaggio alla scoperta della storia, dei volti e delle trasformazioni urbane che hanno ridefinito la città. Per scoprire tutti gli altri capitoli clicca qui.

Villaggio Badia

«Qui si sta bene, si vive bene». Una frase semplice che racchiude tutto il senso di una comunità che, al Villaggio Badia, ha trovato il proprio equilibrio. Volti sorridenti, sguardo curioso e bontà d’animo: i residenti del quartiere più a ovest di Brescia, in gran parte anziani, si mostrano così. E accolgono chiunque con grande calore familiare, un po’ come farebbe un nonno con la sua nipotina.

Territorio e popolazione

Il territorio, che conta circa 952 over 65, si divide in due nuclei distinti: Badia, il cuore più popoloso e di formazione più recente, e Mandolossa, il borgo dalle origini più antiche. Quest’ultimo, per via della sua estrema posizione periferica, è meno vissuto rispetto al primo. Inoltre la presenza significativa di fabbriche lo rende un’area poco abitata e a forte vocazione industriale.

«Oggi Mandolossa rappresenta la parte più fragile, con case abbandonate e la necessità di interventi di riqualificazione», commenta la presidente del Consiglio di quartiere Marcella Pilotta. Motivo per cui il Cdq ha proposto di modificare la linea del tram T3, inizialmente prevista con capolinea al Violino, prolungandola il più possibile fino a Mandolossa: «Un intervento che non solo migliora i collegamenti, ma riqualifica anche l’area». 

Badia invece «nasce nella seconda metà degli anni Cinquanta, grazie a Padre Marcolini che aveva intuito il desiderio delle famiglie di avere un’abitazione con un giardino – prosegue Pilotta –. Ancora oggi queste case sono molto richieste perché rispondono al bisogno di vivere in contesti indipendenti, con spazi verdi». Il territorio, dicevamo, si sviluppa ai piedi della collina di Sant’Anna, in una zona al tempo ricca di cascine storiche. Nel tempo si è ampliato, trasformandosi in un quartiere ricco di scuole, realtà sportive, religiose e sociali.

Tessuto sociale

Proprio queste rappresentano oggi il cuore del tessuto associativo del rione. Se la fascia più fragile della popolazione vive bene, in parte, è merito delle occasioni di incontro e confronto avanzate in primis dal Consiglio di quartiere e dal Punto di Comunità: entrambi hanno sede nell’ex ambulatorio di Traversa Quarta e collaborano nella raccolta delle segnalazioni dei cittadini e nel supporto dei più fragili.

«Tra le iniziative proposte c’è il corso di alfabetizzazione per donne straniere, che ha l’obiettivo di integrarle nella comunità, e lo Spazio Donne, un momento di ritrovo per le persone anziane per contrastare la solitudine». Accanto alle realtà opera il Centro Achille Papa «che comprende il Centro diurno integrato, la Casa Famiglia, gli alloggi protetti per gli anziani e alcune sale civiche». Sul fronte sport spicca invece il Centro sportivo Badia, mentre in campo religioso è attiva la parrocchia Madonna del Rosario, con il relativo oratorio San Filippo Neri. 

Spazi verdi

La qualità della vita al Villaggio Badia è data anche dalla presenza di ampi spazi verdi, tra cui il parco delle Colline e i parchi De Tavonatti e dei Poeti. «Quest’ultimo ospita un anfiteatro, sede di spettacoli dei bambini delle diverse scuole del territorio».

L'anfiteatro presente all'interno del parco - © www.giornaledibrescia.it
L'anfiteatro presente all'interno del parco - © www.giornaledibrescia.it

Criticità 

Nonostante sia considerato dai residenti un luogo in cui si vive bene, non mancano le criticità. «Una delle principali riguarda la chiusura dei negozi di vicinato – sottolinea il membro del Consiglio –, che sono messi in difficoltà dalla concorrenza dei centri commerciali». Problemi anche in tema di viabilità, «con il limite dei 30 chilometri orari che non viene rispettato». Restano infine preoccupazioni «legate ai progetti di nuove aree industriali».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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