Chiusure, porta dell’Oltremella tra storia romana e sfide quotidiane
Lo si raggiunge attraversando uno dei ponti più antichi sul fiume Mella. Chiusure, il quartiere di Brescia dall’anima antica, ha un ingresso tutto suo: ponte Crotte. Di origine romana, la struttura è considerata oggi la porta privilegiata verso l’Oltremella. E una volta oltrepassata, lo scenario che si presenta è un contrasto cromatico e architettonico che stuzzica la vista, tra strutture abitative moderne, autostrada e imponenti forni color mattone.
Struttura urbana e popolazione
Il nome del rione deriva proprio dalle cosiddette chiusure: aree agricole vicine alla città e delimitate da alberi o siepi. Con il tempo queste si sono via via trasformate in un territorio più strutturato e ampio, i cui confini sono oggi segnati da elementi naturali e non. A nord e sud il limite è tracciato dalle due direttrici che collegano l’hinterland alla città: vie Valcamonica e Torricella di Sopra. A est e ovest, invece, da quelli naturali: la collina di Sant’Anna e il fiume Mella.
Qui vi abitano circa 11mila residenti: una cifra distribuita nelle tre zone che originariamente suddividevano il quartiere e identificate dalle rispettive parrocchie: Sant’Antonio, Sant’Anna e San Giacomo, con i relativi oratori. Un tempo distinte, attualmente sono riunite sotto un’unica unità pastorale intitolata a Padre Giulio Bevilacqua.
«Le tre realtà offrono numerose attività rivolte ai giovani – sottolinea la presidente del Consiglio di quartiere Simona Brognoli –. Ma anche agli anziani, che rappresentano buona parte della popolazione».
Dei tre oratori, però, quello di Sant’Anna, «è stato chiuso a causa del numero ridotto di bambini e dei volontari sempre più difficili da trovare». Un problema, quello della scarsa partecipazione giovanile che resta un nodo aperto, nonostante la presenza di tante scuole.
Tessuto sociale
A lavorare in sinergia con gli enti religiose ci sono quelli sociali. Tra questi la Fondazione Giuseppe Tovini, che ha sede nella già casa San Filippo, e si pone come obiettivo primario la missione educativa: «Promuove attività di volontariato internazionale e gestisce il Collegio universitario “Card. Giulio Bevilacqua – Emiliano Rinaldini” che forma educatori, studenti e operatori sociali e culturali secondo criteri cristiani-pedagogici». L’istituzione, oltre all’ambito missionario, si occupa anche di editoria, essendo – tra le altre partecipazioni – l’azionista di maggioranza dell’Editoriale Bresciana. Accanto opera la cooperativa sociale Scalabrini Bonomelli, «impegnata nell'accoglienza di immigrati e richiedenti asilo».
Molto attivi anche il Punto Comunità, «dove c’è uno sportello gestito da volontari che accoglie i bisogni dei cittadini e l’Auser Oltremella, che ha sede al Circolo Lino Pedroni di via Caduti dei Lavori, insieme al sindacato pensionati italiani (Spi-Cgil) e all’associazione nazionale dei partigiani italiani (Anpi)».
Punto di riferimento culturale del quartiere è invece la biblioteca Vladimero Ghetti: «Inaugurata nel 2016, è oggi uno degli ambienti più frequentati della città». Sul fronte sport infine spicca il Centro San Filippo «che offre numerosi corsi: dal calcio al tennis fino al nuoto».

Strutture sanitarie
Sociale, culturale ma anche sanitaria: l’identità di Chiusure è triplice. Centrale è l’attenzione alla salute e la clinica Sant’Anna lo testimonia; la struttura privata – che fa parte del gruppo Donato – accoglie un numero significativo di pazienti, offrendo servizi di qualità. «Negli anni è stata ampliata attraverso nuovi poliambulatori e servizi».

Aree verdi
La qualità della vita è data anche dalla presenza di ampi spazi verdi. «Il parco più sfruttato è il Cesare Frugoni, situato in una posizione strategica e sede delle cene di quartiere». Più a nord si trova il Rosetta Mondini. Protagonista però del patrimonio verde è senza dubbio il Parco delle Colline, con il Bosco di Sant’Anna, che offre panorami mozzafiato e itinerari in mezzo alla natura.
«Il vero gioiellino è il Brolo di Sant’Anna – confida Brognoli –. Un orto solidale gestito da una 40ina di volontari che coltivano ortaggi destinati interamente alle persone fragili attraverso la Caritas e associazioni che gestiscono banchi alimentari».
Criticità
Note positive, ma non solo. A Chiusure le criticità non mancano. Tra le lamentele dei residenti emergono: «carenza di parcheggi, limite dei 30 chilometri orari non rispettato, abbandono di rifiuti e strade secondarie dissestate e piene di buche».
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