Questo articolo fa parte di una serie di reportage dedicati ai 33 quartieri di Brescia: un viaggio alla scoperta della storia, dei volti e delle trasformazioni urbane che hanno ridefinito la città. Per scoprire tutti gli altri capitoli clicca qui.
Buffalora
Al suo interno custodisce scrigni di storia romana, distese di campi e vecchie cascine trasformate in eleganti ville signorili. È Buffalora, uno dei quartieri più antichi di Brescia.
La sala Recaldini
È proprio qui che nasce una curiosa storia. Un sogno ambizioso, una scelta audace e una sala completamente rinnovata e restituita alla sua comunità. Ma partiamo dall’inizio: siamo negli anni ‘50 del Novecento, la parrocchia di Santa Maria Bambina decide di vendere lo spazio religioso per realizzare una chiesa più ampia. L’edificio trova così una nuova vocazione e viene adibito a officina meccanica. E per anni ci è rimasto.
La svolta arriva solo nel 1998 quando Giovanni Molinari decide di acquistare la sala, con l’obiettivo di restituirla alla comunità. «Non volevo che un luogo così storico rimanesse dimenticato – commenta Molinari, che oggi ha 83 anni –. E poi era un peccato lasciare in stato di abbandono tutta quella bellezza artistica». E così quello spazio è rinato e oggi è uno dei luoghi più suggestivi della città, utilizzato per concerti, mostre e conferenze.

Molinari, nato e cresciuto a Buffalora, racconta di aver deciso, dopo la morte di don Andrea Recaldini nel 1999, di dedicargli la sala, in ricordo dei 40 anni svolti a servizio della parrocchia e della costruzione della nuova chiesa.
Le associazioni
La Sala Recaldini tuttavia non è l’unico spazio che promuove iniziative sociali. Nel territorio c’è una solida rete di associazioni; tra le principali c’è il Circolo Acli, punto di riferimento della comunità grazie al bar, al campo da bocce e al servizio di assistenza fiscale e pensionistica offerto.
Accanto opera «Il Sorriso», che – attraverso la vendita di bomboniere e oggetti artigianali – finanzia progetti di contrasto al disagio giovanile, mentre l’associazione «Un sole per tutti» accoglie i minori stranieri non accompagnati.
In ambito musicale invece è attiva l’associazione «One Soul Project Aps – Clapping Voices Choir». Completano la rete associativa la biblioteca comunale, il Gruppo alpini, il gruppo sportivo oratorio e la Parrocchia della Natività di Maria, importanti luoghi di ritrovo per i cittadini.
Il verde
A Buffalora anche gli spazi all’aperto aiutano a creare comunità più coese. Il polmone verde del quartiere è sicuramente il Parco delle Cave con i suoi quattro laghi. Tra i più estesi c’è anche il Parco Alpini della Terra Bresciana, che comprende percorsi pedonali e una piccola area giochi, mentre il parco Don Milani è distribuito su due zone distinte, una con giochi per bambini e una grande area libera.
Tra lamentele e criticità
Accanto ai suoi punti di forza Buffalora deve fare i conti anche con alcune criticità. «Quella più sentita dai residenti riguarda l’Anda Tropicale – chiosa Plebani –. Ogni giovedì il locale attira migliaia di giovani, creando notevoli disagi al traffico, e non solo». Auto parcheggiate sul prato del parco delle Bettole e lungo gli svincoli della tangenziale, schiamazzi, abbandono di bottiglie «e persone che vomitano o urinano nelle vie del quartiere».
«Dopo il confronto con Amministrazione comunale, Polizia locale e cittadini – prosegue il bresciano –, sono state introdotte nuove misure che hanno migliorato la situazione, ma il tema rimane molto sentito». Tensioni anche riguardo le novità legate al centro sportivo Rigamonti: «La preoccupazione maggiore riguarda l’aumento del traffico e la mancanza di posti auto», spiega il presidente del Cdq.
Non mancano infine criticità in tema di sanità: il quartiere è sprovvisto di un medico di base. «Dopo il pensionamento dell’ultimo dottore lo studio di via Buffalora è rimasto senza un sostituito, creando notevoli disagi in particolare agli anziani».




