Cronaca

A Brescia più parti in anonimato e meno bambini dichiarati adottabili

Scendono le pronunce con genitore noto. La presidente del Tribunale per i minorenni D'Urbino: «Funzionano i sostegni ai nuclei familiari»
Elisa Rossi

Elisa Rossi

Giornalista

Una padre con la figlia
Una padre con la figlia

Qualche settimana fa la scelta della cuoca e blogger Benedetta Rossi e del marito Marco Gentili di adottare due sorelle dal Costa Rica ha riacceso la discussione sull’adozione. I commenti sui social, a volte fuori luogo, sono stati molti, alcuni volti a stigmatizzare la difficoltà ad accedere a questa procedura, soprattutto nazionale. Ma giudicare è più facile che leggere i dati e comprendere la realtà. Ed è qui che sta la notizia, almeno per il Tribunale per i minorenni di Brescia competente, è bene ricordarlo, anche per le province di Mantova, Cremona e Bergamo.

Nel Bresciano

Se le domande di adozione sono pressoché stabili sono, invece, in crescita i minori non riconosciuti alla nascita e in calo le pronunce di adottabilità con genitore noto. Nell’anno giudiziario appena concluso, che va dal primo luglio 2025 al 30 giugno 2026, sono state 15 le pronunce di adottabilità con genitore noto contro le 28 del 2024-’25 e 29 del 2023-’24.

«Questo è un dato positivo – analizza la presidente del Tribunale per i minorenni Laura D’Urbino – perché dimostra il maggiore successo degli interventi a sostegno delle famiglie d’origine». In calo anche i ricorsi che son passati da 95 a 77. Qui è necessaria una spiegazione: il ricorso viene proposto dal Pm minorile al Tribunale per i minorenni su segnalazione di vari soggetti come l’ospedale alla nascita, servizi sociali o forze dell’ordine; un procedimento delicatissimo tanto che - unicum nei processi civili - i genitori hanno un avvocato difensore e il minore stesso è rappresentato.

Il tribunale, poi, può nominare una consulenza tecnica per valutare la capacità genitoriale e la possibilità di recupero (viene anche proposto un percorso in comunità alle madri coi figli): «La dichiarazione di adottabilità – aggiunge D’Urbino – viene pronunciata solo se non funziona questo percorso e se viene valutata l’impossibilità a lasciare il minore all’interno della famiglia d’origine. E dobbiamo valutare fino al quarto grado di parentela se c’è un adulto significativo per il bambino». Ecco perché il calo delle pronunce è un dato positivo.

In aumento, dicevamo, anche i minori non riconosciuti alla nascita che tra il primo luglio 2025 al 30 giugno 2026 sono stati 18 (erano stati 15 del ’24-’25; 11 nel ’23-’24 e 8 nel ’22-’23): «Questo dato è difficilmente interpretabile – spiega D’Urbino – perché non sappiamo nulla di una donna che decide di partorire in anonimato quindi potrebbe essere dovuto ad una maggiore conoscenza di questa possibilità come una gravidanza scoperta tardivamente, oltre al termine consentito per l’aborto, oppure una situazione di disagio tale da impedire alla donna di considerare in anticipo cosa fare dopo il parto».

Ora veniamo alle domande: nell’anno giudiziario ’25-’26 le richieste di adozione nazionale arrivate al Tribunale di Brescia sono state 303 contro le 299 dell’anno precedente; le domande di idoneità all’adozione internazionale sono state 48 contro le 49 del 2024-’25. Dati, quindi, stabili. I minori entrati nel distretto di Brescia con adozione internazionale nell’anno giudiziario 2025-’26 sono 25. È bene ricordare, però, che le adozioni internazionali definitive sono passate da 211 nel 2001 a 30 nel 2021 (-85,78%), quindi restano stabili dopo un calo poderoso.

La procedura

Una coppia dà la disponibilità all’adozione nazionale e il tribunale ne valuta le capacità dando incarico al servizio sociosanitario deputato. Il servizio ha 4 mesi di tempo per completare la valutazione; dopo questo passaggio, sentita la coppia in udienza, se giudicata idonea, per tre anni può essere chiamata per l’abbinamento ad un bambino. La domanda, infatti, ha una validità di tre anni, poi scade e, se la coppia è ancora interessata, può ripresentarla.

La domanda relativa all’adozione nazionale non prevede l’assunzione di alcuna decisione da parte del tribunale. Al contrario della domanda di idoneità all’adozione internazionale la cui procedura, che si svolge come la precedente con una valutazione dei servizi e una udienza davanti al giudice onorario, si conclude con un decreto di idoneità o non idoneità della coppia. Una volta ottenuto il decreto di idoneità la coppia intenzionata a rivolgersi ad un paese straniero per adottare deve affidarsi entro un anno obbligatoriamente ad uno degli enti autorizzati dalla Commissione adozioni internazionali che operano nei vari paesi del mondo. Il Tribunale rientra in gioco quando il minore arriva in Italia con la ratifica della sentenza emessa all’estero.

In Italia

L’adozione internazionale è in calo: nel 2025 in Italia sono stati autorizzati all’ingresso 664 minori accolti da 527 famiglie. L’anno prima erano stati 536 nuclei. Il dato del 2025 conferma la stabilità del numero di famiglie adottanti nel periodo 2020-2025, con l’eccezione del 2023 (478); 563 e 564 nel 2021 e 2022. Per fare un paragone europeo guardiamo a Spagna e Francia: qui nel 2025 le adozioni internazionali sono state, rispettivamente, 128 e 69.

Le disponibilità all’adozione nazionale sono in calo: secondo i dati del Ministero di Giustizia le domande di adozione nazionale sono state 12.901 nel 2001, 9.795 nel 2011 e 7.970 nel 2022. Tra il 2022 e il 2025 le domande di adozione nazionale sono diminuite del 47% nei tribunali di Roma e Bari, del 40% a Napoli e Bologna e del 18% a Milano. Nel 2022 ci sono stati 536 affidamenti preadottivi nazionali e pronunciate 755 sentenze di adozione nazionale.

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