Cronaca

Brescia operosa: la testimonianza per i giovani dei Cavalieri del lavoro

Un’onorificenza ambita all’insegna di impegno e orgoglio. Inizia un viaggio tra i protagonisti bresciani
Adriano Baffelli

Adriano Baffelli

Commentatore

La decorazione consiste in una croce smaltata di verde e bordata di oro
La decorazione consiste in una croce smaltata di verde e bordata di oro

L’onorificenza «al merito del lavoro» è una delle più esclusive tra gli ordini cavallereschi ed è conferita ogni anno a imprenditori italiani che si sono distinti nei settori: agricoltura, industria, commercio, turismo e servizi, artigianato, credito e assicurazioni.

I requisiti necessari per esserne insigniti sono: «L’aver operato nel proprio settore in via continuativa e per almeno vent’anni con autonoma responsabilità, e l’aver contribuito in modo rilevante, attraverso l’attività d’impresa, alla crescita economica, allo sviluppo sociale e all’innovazione».

L’istituzione

La decorazione consiste in una croce che riporta sui due lati l’emblema della Repubblica e la dicitura «al Merito del lavoro 1901». La data riporta all’anno dell’istituzione, legata con la nostra operosa terra. Fu, infatti, il primo ministro bresciano, Giuseppe Zanardelli, probabilmente traendo ispirazione dall’humus sociale e culturale imperniato sul fare di Brescia e provincia, a dare vita all’Ordine cavalleresco al merito agrario, industriale e commerciale - così fu inizialmente denominato - per premiare quanti, con il loro «lavoro benefico», avessero contribuito alla modernizzazione del Paese, ancora fresco di unità territoriale e politica.

Giuseppe Zanardelli fu primo ministro tra il 1901 e il 1903
Giuseppe Zanardelli fu primo ministro tra il 1901 e il 1903

I primi riconoscimenti ci furono nel 1902. Sovente si ascoltano commenti sulla nomina della tal persona a Cavaliere del lavoro, ebbene, in molti casi chi racconta fa confusione, parlando, in realtà, di un Cavaliere della Repubblica. Onorificenza, quest’ultima, che può essere ricevuta per «aver acquisito benemerenze verso la nazione nel campo delle scienze, delle lettere, delle arti, dell'economia e nel disimpegno di pubbliche cariche e di attività svolte ai fini sociali, filantropici e umanitari, nonché per lunghi e segnalati servizi nelle carriere civili e militari». È decisamente più diffusa della prima, che prevede un numero molto ridotto di riconoscimenti, per ciascun anno non possono essere nominati più di venticinque Cavalieri del lavoro, come fissato nel 1934. Numeri molto diversi per i Cavalieri della Repubblica: nel solo mandato presidenziale di Giorgio Napolitano ne sono stati nominati 28.052.

Storie dei protagonisti

Con questo articolo diamo vita a un approfondimento per conoscere alcuni dei Cavalieri del lavoro bresciani. Un viaggio per indagare il mondo dell’impresa e del lavoro attraverso le storie di protagonisti che per i particolari risultati raggiunti hanno meritato un’onorificenza di altissimo profilo. Un riconoscimento particolarmente sentito nella nostra provincia, terra che esprime tantissimi imprenditori ed eccellenze produttive nei più svariati settori economici. L’onorificenza «al merito del lavoro» è concessa dal presidente della Repubblica su proposta del Consiglio dell’Ordine, presieduto dal ministro dello Sviluppo economico e le nomine sono legate alla Festa della Repubblica del 2 giugno di ogni anno.

Al Quirinale

L’Ordine «al merito del lavoro», dopo il referendum del 2 giugno del 1946, è stato riconosciuto tra gli istituti del nuovo regime repubblicano con «separata legge» nel 1952 che istituiva l’Ordine cavalleresco al merito della Repubblica e disciplinava in via generale anche il conferimento e l’uso delle onorificenze. La cerimonia per il conferimento dell’onorificenza da parte del presidente della Repubblica si svolge, dal 1991, al Palazzo del Quirinale, a significarne il prestigioso e l’alto valore simbolico.

Dal 1902 al 2026 sono insigniti in Italia esattamente 3.072 Cavalieri del lavoro. Di questi sono 627 quelli attualmente viventi e, in molti casi, tuttora in attività. Sono associati alla Federazione nazionale dei Cavalieri del lavoro, nata nel 1923 ed eretta in ente morale nel 1925, una realtà che ha il compito di illustrare le opere dei Cavalieri del lavoro e di tenere alto il prestigio dell’Ordine.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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