Brescia è una «gemma nascosta». Parola del Guardian, che le dedica un ampio reportage nella sezione «Travel» e la racconta come una destinazione capace di sorprendere tra arte, storia, cucina e territorio. Fino a racchiudere, scrive il quotidiano britannico, «tutto quello che si può desiderare dall’Italia». A firmare l’articolo, pubblicato ieri, è Kevin Rushby. Il suo racconto parte dal Carmine e, tappa dopo tappa, mette insieme i molti volti di Brescia: quello popolare e quello monumentale, le testimonianze romane e rinascimentali, i sapori, le piazze e una storia che affiora quasi a ogni angolo.
Il Guardian coglie anche uno dei paradossi turistici di Brescia: una città facile da oltrepassare. È vicina al Garda e alle montagne, osserva Rushby, ma molti visitatori continuano a tirare dritto verso Milano o Verona. Elena, la guida che lo accompagna, prova allora a convincerlo che fermarsi vale la pena. «Vedrai. Abbiamo tutto quello che si può desiderare dall’Italia, concentrato in un unico posto», gli dice. Alla fine del viaggio sarà difficile darle torto.

Incontri e monumenti
Dal Carmine parte una sorta di catena di incontri. Un nome conduce al successivo e Brescia si svela attraverso le persone prima ancora che attraverso i monumenti. All’Osteria dei Mercanti Piera racconta di essere arrivata 17 anni fa e di avere capito subito che sarebbe rimasta. Poi piazza della Loggia e i Macc de le ure, quindi una parentesi gastronomica che lascia il segno: dopo una lezione tra farine, impasti e formaggi, Rushby si ritrova a mangiare quella che definisce «la migliore pizza della mia vita». E per giunta a colazione.
Ma è camminando che il cronista britannico mette insieme i diversi strati della città. Il Teatro Grande, definito sontuoso e ricordato tra i migliori d’Italia; piazza Vittoria e l’architettura del Ventennio; il ritorno in piazza della Loggia, questa volta davanti al luogo della strage del 28 maggio 1974. Rushby comprende progressivamente perché Brescia possa essere considerata un microcosmo della storia e della cultura italiana. La visita prosegue a San Cristo, presentata ai lettori britannici come la «Cappella Sistina di Brescia», e poi nella Brescia romana, tra il sito archeologico, la Vittoria Alata e il Museo di Santa Giulia.
Oltre Brescia
La scoperta non si ferma ai confini cittadini. Il reportage si allarga alla Franciacorta, descritta anch’essa come un segreto ancora ben custodito, quindi al lago d’Iseo. Rushby soggiorna a Sulzano, raggiunge Montisola e racconta una terra in cui tradizioni antiche e attività contemporanee continuano a intrecciarsi: dalle reti da pesca, comprese quelle destinate ai campi della serie A, ai salumi. Il punto culminante arriva nel cantiere nautico Archetti, dove incontra Andrea e il padre, eredi di una storia familiare di maestri d’ascia arrivati da Venezia nel Seicento. «I nostri antenati costruivano gondole a Venezia – racconta Andrea –. Nel 1640 arrivarono qui e Brescia e i suoi dintorni piacquero loro così tanto che decisero di restare». Una scelta che Rushby, ormai conquistato, dice di comprendere pienamente.
Promozione
Dietro il reportage c’è anche un lavoro preciso di promozione internazionale. Nelle scorse settimane Visit Brescia aveva ospitato firme del Guardian, del Sunday Times e di altri tra i maggiori gruppi editoriali britannici e irlandesi, insieme a giornalisti tedeschi e olandesi specializzati nel turismo outdoor. L’obiettivo era portarli direttamente sul territorio per raccontare Brescia, il Garda, la Franciacorta, il Sebino e la montagna bresciana a milioni di potenziali visitatori europei. Ora uno dei risultati di quella strategia è nero su bianco: lo stesso Guardian specifica in calce al reportage che il viaggio di Rushby è stato offerto da Visit Brescia.
È un tassello importante in una fase nella quale Brescia cerca non soltanto nuovi visitatori, ma anche un posizionamento più forte sui mercati internazionali. Il Regno Unito è già tra quelli che stanno mostrando maggiore dinamismo e la strategia punta a presentare la provincia come una destinazione completa, capace di mettere insieme città d’arte, laghi, montagna, Franciacorta, enogastronomia e attività all’aria aperta. Esattamente il mosaico che il reportage britannico ricompone attraverso il viaggio.
A volte serve lo sguardo di chi arriva da lontano per restituire valore a ciò che qui è quotidiano. Questa volta è quello del Guardian, che consegna Brescia ai suoi lettori come una «gemma nascosta» capace di sorprendere.




