Gli ucraini di Brescia: «Noi umiliati e uniti, l’Europa non ci lasci soli»

«Trump non ha umiliato solo il nostro presidente, ma anche ogni nostro soldato e ogni nostro cittadino». Halyna Storozhynska, ucraina di casa a Brescia da 23 anni, confessa di aver provato «il desiderio di urlare» dopo aver visto lo scontro tra Volodymyr Zelensky e il presidente degli Stati Uniti andato in scena nello Studio Ovale della Casa Bianca. «Io, sinceramente, non ho votato Zelensky – commenta –, ma ha vinto le elezioni più democratiche che si siano svolte in Ucraina: è il presidente legittimo del nostro Paese, ha un alto consenso e va rispettato. Simpatico o antipatico che sia».
Storozhynska, laureata in Economia in Ucraina e in Giurisprudenza (triennale) a Brescia, è un punto di riferimento per la comunità ucraina che vive nella nostra provincia: guida l’associazione Nadija che, oltre a gestire la scuola di via Fratelli Ugoni, in tre anni è riuscita a inviare oltre 120 tir di aiuti ai connazionali sotto le bombe.
«L’attacco dell’altra sera ci fa molto male – ammette –. Anche perché, come recita il Memorandum di Budapest, gli Stati Uniti dovrebbero garantire sicurezza e integrità territoriale all’Ucraina. Trump ha promesso di arrivare alla pace in poche settimane, ma in realtà Putin non è d’accordo e allora lui si è messo in testa di dimostrare che è Zelensky a non volere la pace. Di fronte a quell’atteggiamento e a quelle parole, la nostra unica speranza è che l’Europa si svegli e non ci lasci soli. E dalle prime reazioni sembra stia accadendo proprio questo...».
La manifestazione
Oggi alle 17, in Largo Formentone, Brescia in Azione organizza una manifestazione «per ribadire il nostro sostegno al popolo ucraino, alla libertà e ai valori europeisti. Non ci saranno simboli di partito, perché questo deve essere un momento di tutti. Di tutti quelli che vogliono un’Europa forte e unita. Perché l’Europa oggi si difende in Ucraina. Ci uniranno la bandiera europea e la bandiera ucraina». Halyna conferma che anche la comunità ucraina della nostra provincia ci sarà.
Parla di unione, come reazione allo scontro, anche Oleksandr Zinkiv, pastore evangelico originario di Leopoli e a Brescia da 15 anni: «Siamo scioccati per quanto accaduto l’altra sera – racconta—. Trump ha cercato di farci sentire come se avessimo noi iniziato la guerra. Il suo comportamento e le sue parole hanno reso la situazione trasparente: ora è chiaro che a lui non interessa la pace e che noi non possiamo fidarci degli Stati Uniti». A suo avviso l’immagine che ne è uscita di Zelensky è positiva: «Finito sotto attacco, avrebbe potuto difendersi con aggressività, invece ha cercato di smorzare i toni e ha anche ringraziato gli americani. Tutto questo ci unisce ancora di più»
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato
@Buongiorno Brescia
La newsletter del mattino, per iniziare la giornata sapendo che aria tira in città, provincia e non solo.
