Per gli studenti fuorisede la caccia è appena cominciata, per i lavoratori in trasferta la ricerca è senza soluzione di continuità. Dopo il progressivo boom dei prezzi registrato tra il 2024 e il 2025, ora il mercato dell’affitto assiste però ad una diminuzione del costo medio mensile. A dimostrarlo è l’Osservatorio annuale di Immobiliare.it Insights, secondo il quale a Brescia affittare una stanza singola costa in media 478 euro al mese, il 7,9% in meno rispetto a dodici mesi fa.
Chi sale e chi scende
Il rapporto, che fotografa l’andamento dei prezzi delle stanze nelle principali città universitarie italiane, piazza Brescia all’ottavo posto tra i centri analizzati, appena dopo Torino ma ancora prima di Verona e Venezia.
Non si tratta di un dato isolato: rispetto a un anno fa, in tutta Italia il prezzo medio dell’affitto di una stanza singola è infatti calato del 6,2%. Brescia è quindi sopra la media nazionale. Senza allontanarsi troppo, il cambiamento più marcato lo fa invece Trento. Qui la diminuzione dei canoni è stata addirittura del 18,3%, con una spesa media che ora si aggira sui 444 euro al mese. Così in un anno il capoluogo trentino è passato dalla quinta posizione alla dodicesima tra le città più care per gli studenti. Di tendenza completamente opposta a Brescia è invece la vicina Bergamo: qui il prezzo medio è cresciuto dell’8,3% in un anno e per affittare una stanza singola nella città orobica servono ora in media 504 euro.
Le motivazioni
Ma cosa è successo in questa prima metà di 2026? All’origine delle contrazioni diffuse c’è una generale flessione della domanda, che viene misurata in termini di pressione sul singolo annuncio e di contatti complessivi. Questi indicatori in confronto al 2025 sono diminuiti, rispettivamente, del 19,8% e del 22%.
Proprio i contatti complessivi costituiscono l’indicatore più significativo per comprendere il grado di interesse degli utenti. In sostanza, a Brescia come altrove, si conferma un progressivo riequilibrio del comparto dopo anni caratterizzati da una crescita sostenuta, sia sul fronte della domanda che su quello dei prezzi.
«Si tratta di una tendenza che aveva già iniziato a manifestarsi la scorsa estate, ma che oggi emerge con maggiore chiarezza. La flessione registrata a livello nazionale può essere considerata come fisiologica», sostiene il direttore generale di Immobiliare.it Paolo Giabardo.
Le città più care
Sul podio delle città italiane più care per affittare una stanza singola rimangono Milano, Firenze e Roma. Nel capoluogo lombardo occorrono 704 euro al mese (-4% rispetto al 2025), mentre nella città toscana il canone medio si aggira intorno ai 627 euro mensili (+3,3%).
Nella Capitale, invece, il prezzo medio è di 615 euro (qui si registra una crescita del 7%, in controtendenza). Non solo a Roma, comunque.
I prezzi sono cresciuti anche in altre città universitarie come Pescara (+28,6%), Trieste (+16,7%), Palermo (+13,6%), Bari (+12,2%), Genova (+11,9%), Pisa (+10,7%) e Pavia (+10,2).
«Il quadro resta molto eterogeneo - conclude Giabardo -. Accanto ai grandi centri in cui il mercato si sta stabilizzando, ci sono ancora numerose città che continuano a registrare aumenti significativi, a conferma di dinamiche locali molto differenziate».




