Cronaca

Boschi, a Brescia il record in Lombardia di CO2 assorbita

Il rapporto Ersaf conferma il primato di estensione in regione: per ogni cittadino ci sono tre campi da basket di bosco
Marco Tedoldi

Marco Tedoldi

Giornalista

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Boschi, Brescia è un polmone verde

Brescia si conferma la provincia lombarda con la maggiore estensione boschiva: 171.393 ettari, pari a oltre un quarto della superficie forestale regionale. È quanto emerge dal nuovo rapporto sullo stato delle foreste curato da Ersaf e dalla Regione Lombardia, presentato nei giorni scorsi in commissione Agricoltura. In termini pratici, è come se per ogni cittadino bresciano ci fossero tre campi da basket di bosco. E questo anche se le foreste occupano solo il 36% del territorio: una percentuale inferiore rispetto alle province vicine, ma il dato assoluto è influenzato dall’ampia estensione del Bresciano.

Patrimonio stabile

Il patrimonio «green» è rimasto pressoché stabile rispetto al report dello scorso anno (171.469 ettari) e alle altre rilevazioni recenti. Una notizia positiva in un territorio in cui il consumo di suolo rappresenta un problema significativo. Senza contare il problema degli incendi e il pericolo pubblico numero uno per gli alberi: il bostrico. I boschi bresciani svolgono un ruolo cruciale nell’assorbimento della CO2: ogni anno catturano 818mila tonnellate di anidride carbonica, il valore più alto tra tutte le province lombarde. Inoltre, contribuiscono alla regolazione dei cicli idrici e alla protezione del suolo, migliorando la qualità dell’aria e il benessere delle comunità locali.

Settore in crescita

Il rapporto di Ersaf evidenzia anche la crescita dell’economia forestale: in Lombardia dal 2009 il numero di imprese boschive iscritte all’albo regionale è aumentato del 70%, raggiungendo quota 325, con oltre 1.600 addetti. I consorzi forestali, fondamentali per la gestione sostenibile, amministrano circa 88mila ettari di bosco in tutta la regione, svolgendo un ruolo chiave anche nella prevenzione del dissesto idrogeologico e nella manutenzione delle infrastrutture agro-silvo-pastorali.

«Certo è che l’allontanamento dell’uomo ha reso l’ecosistema boschivo più vulnerabile, sia nei confronti dei fenomeni erosivi sia delle malattie – sottolinea Carlo Bravo, consigliere regionale di Fratelli d’Italia e vicepresidente della commissione Agricoltura –. L’uomo deve tornare a essere custode attivo del bosco, anche per contrastare il dissesto idrogeologico che colpisce le nostre valli. È fondamentale valorizzare chi vive quotidianamente la montagna, con regolamenti che consentano la gestione e la manutenzione dei boschi da parte dei privati, anziché escluderle o vietarle come avviene in molti casi. Ne gioverebbero la salute delle foreste e il decoro del paesaggio». Un passo avanti è l’avvio del primo centro regionale di formazione per operatori forestali, che avrà sede a Borno, in Valcamonica.

La scritta che accoglie i visitatori di un bosco alpino - © www.giornaledibrescia.it
La scritta che accoglie i visitatori di un bosco alpino - © www.giornaledibrescia.it

Opportunità e sfide

L’assessore regionale all’Agricoltura Alessandro Beduschi mette in luce il cambiamento dello scenario rispetto a un secolo fa: «Allora l’agricoltura montana avanzava a scapito dei boschi, che successivamente hanno riconquistato spazio. Non si può quindi parlare di deforestazione, ma è necessario cogliere le opportunità offerte da questa sovrabbondanza». «Il nostro impegno – spiega Fabio Losio, presidente di Ersaf – si muove in questa direzione: gestiamo 16.500 ettari di boschi di proprietà regionale e ci occupiamo della tutela degli oltre 618.000 ettari boschivi della Lombardia». A ribadire l’importanza di una gestione attenta è anche Floriano Massardi, presidente della commissione: «Il patrimonio forestale è una risorsa fondamentale per il futuro del nostro territorio e delle nostre comunità. È essenziale garantirne la cura, la manutenzione e lo sviluppo, proseguendo l’opera documentata da Ersaf».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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