Cronaca

Borgo San Giacomo, 870mila euro per ridurre i consumi della scuola Colombo

Quasi conclusi gli interventi di efficientamento energetico. È stato realizzato, tra gli altri, un cappotto di quasi 14 centimetri
Emmanuele Andrico
L'impalcatura alla scuola - © www.giornaledibrescia.it
L'impalcatura alla scuola - © www.giornaledibrescia.it

Dopo gli interventi per l’efficientamento energetico delle elementari, l’Amministrazione comunale di Borgo San Giacomo ha intrapreso una nuova sfida cruciale, ovvero l’efficientamento energetico della scuola secondaria di primo grado «G.B. Colombo».

Lo scorso ottobre, la Giunta ha approvato un progetto di fattibilità per trasformare la struttura in un edificio Nzeb (Nearly zero energy building), ossia a consumo energetico quasi nullo, finanziato interamente dal Gse (Gestore servizi energetici), per un costo totale di circa 870mila euro. L’opera verrà ultimata nei prossimi giorni.

Il Comune di Borgo San Giacomo non è nuovo ad imprese di questa portata, come dimostra quanto fatto recentemente alla primaria «Padre Giulio Bevilacqua», già sottoposta ad un’imponente opera di efficientamento energetico.

La struttura

L’edificio della scuola secondaria di primo grado, realizzato nel 1970, è una struttura in cemento armato con tramezzature in mattoni forati e si sviluppa due livelli, per una superficie netta calpestabile complessiva di 1950 metri quadrati, 14 aule, la mensa, la palestra e quattro bagni. Prima dei lavori la scuola era classificata come edificio in classe D, a causa degli elevati consumi energetici. Ad esempio, nel 2023 i consumi termici erano stati pari a 34.451 metri cubi di metano, con una spesa in bolletta di 44.786 euro. I consumi elettrici – per illuminazione, acqua calda sanitaria, uffici e altro – pesavano in bolletta per 25.067euro.

I lavori sono in dirittura d'arrivo - © www.giornaledibrescia.it
I lavori sono in dirittura d'arrivo - © www.giornaledibrescia.it

Cappotto e non solo

Si è così deciso di realizzare un edifico Nzeb. I lavori si possono sinteticamente dividere in interventi sull’involucro e sugli impianti. Tra gli interventi sull’involucro spiccano cappotto termico, isolamento del sottotetto, correzione dei ponti termici strutturali e dei serramenti. Per quanto riguarda gli impianti abbiamo: nuovo impianto di generazione a pompa di calore (aria/acqua) per il riscaldamento, impianto di ventilazione meccanica controllata, pompe di calore (aria/acqua) per l’acqua calda sanitaria, sistema domotico di classe B.

Nel dettaglio, è stato realizzato un cappotto di 14 centimetri; l’isolamento del sottotetto con lana di roccia di 20 centimetri; le serrande in Pvc sono state sostituite con quelle di alluminio coibentato, automatizzate e regolate da un timer; impianto di illuminazione a led con sensori per il regolamento in automatico a seconda della quantità di luce solare che entra nelle aule; impianto di riscaldamento a pompa di calore, con la sostituzione della vecchia caldaia a metano e la realizzazione di un impianto di ventilazione meccanico per il ricambio dell’aria nei vari locali, grazie al quale il rischio di contagio in caso di presenza di un virus si riduce del 96%.

Giù le emissioni

Come ha spiegato il sindaco, Davide Pellini, «l’obiettivo è duplice: ridurre drasticamente i costi di gestione ed eliminare le emissioni di CO2. Progetti come questo rappresentano un esempio concreto di come, con competenza e visione, sia possibile sfruttare al meglio le opportunità offerte dai bandi pubblici. Ringrazio l’Ufficio tecnico nella persona dell’architetto Giuliana Orefice, l’assessore Giacomo Brighenti e l’ingegner Antonio Mancuso».

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