Bimbo morto per monossido: lunedì i rilievi nella villetta di Calvagese
Lunedì mattina i tecnici del «Nia Lombardia» (Nucleo Investigativo Antincendio) entreranno nella villetta di Calvagese della Riviera, ora sotto sequestro, dove la sera di Capodanno è morto nel sonno il piccolo Ahmad, 3 anni, ucciso da un’intossicazione di monossido di carbonio.
Le indagini
I tecnici del Nia, forti di una delega della magistratura per compiere le indagini, entreranno nella villetta coi carabinieri della Compagnia di Desenzano che hanno provveduto a sequestrare mercoledì sera la casa di via Delle Brede, a Carzago. Il loro compito, sentita la società di erogazione del metano che dissuggellerà il contatore, è di stabilire le cause della saturazione di gas dovuta alla cattiva combustione in alcuni aerotermi a gas che ha ucciso il piccolo e imposto alla madre e a un fratellino di 5 anni di ricorrere alle cure della camera iperbarica in Poliambulanza. La ricerca dei tecnici riguarda le cause della cattiva combustione delle stufette: se legate a problemi di tiraggio dell’impianto o a difetto delle canne fumarie. In ogni caso l’indagine che vede il proprietario dell'immobile indagato, cugino della famiglia, prevede la verifica con supporti strumentali e la visione dell’impiantistica per capire che cosa sia successo la notte di san Silvestro quando alle 17.50 ci si è accorti che gli occupanti della villetta non si svegliavano dal sonno profondo, mentre il piccolo Ahmad era già in fin di vita.
I rilievi
L’indagine verificherà gli impianti, la loro conformità e la certificazione. Rileveranno altresì sulla documentazione la mancanza di verifica periodica o se ci sia stata manomissione per le eventuali responsabilità condivise.
Il monossido di carbonio è infatti un killer insidioso e invisibile: solo nella seconda metà del mese di dicembre 2024, ha reso noto il Dipartimento di Prevenzione della Ausl Tc, in Toscana sono avvenuti 5 decessi e 10 persone sono state intossicate a causa del monossido di carbonio. Killer silenzioso perché gas inodore, incolore e insapore, non irritante, caratteristiche, queste, che lo rendono estremamente pericoloso perché non viene avvertito da nessuno dei nostri sensi.
Le principali cause dei decessi e delle intossicazioni sono, principalmente, sempre imputabili a manutenzioni non eseguite, impianti non a norma e comportamenti sbagliati.
Gli incidenti si verificano prevalentemente in ambito domestico: per utilizzo di bracieri di legna, per la cattiva tenuta delle canne fumarie o non conformi alle vigenti normative, per insufficiente ventilazione e per l’istallazione di apparecchi termici in locali non idonei.
Più in generale, spiegano i Vigili del fuoco, per impianti e apparecchi termici non installati a regola d’arte, correttamente manutenuti e diligentemente condotti che possono mettere a rischio la salute e la sicurezza delle persone. Dal punto di vista strettamente sanitario il CO inalato si lega rapidamente all’emoglobina del sangue (essendo circa 200 volte più affine), sostituendosi rapidamente all’ossigeno, così da formare un composto chiamato carbossiemoglobina, la cui conseguenza immediata consiste in una riduzione dell'apporto di ossigeno a tutto l’organismo. Con le conseguenze immaginabili.
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