Cronaca

Beni demaniali, la mappa bresciana di un tesoro che vale 255 milioni

Ex Caserme, sedi di forze dell’ordine, ma anche musei ed edifici di culto: soltanto alcune di esse sono vendibili
Elio Montanari
La Caserma Papa sarà una «cittadella dei servizi» © www.giornaledibrescia.it
La Caserma Papa sarà una «cittadella dei servizi» © www.giornaledibrescia.it

Un tesoretto immobiliare da 255 milioni, euro più, euro meno. Un patrimonio nelle disponibilità dello Stato che interessa Brescia e il suo territorio. Con oltre trecento tra edifici, luoghi di culto e terreni. Questa, in estrema sintesi, la fotografia dei beni demaniali del Bresciano, una goccia nel mare di quelli del Belpaese (basti pensare che il patrimonio immobiliare dello Stato comprende 45.415 immobili, per un valore stimato di 63,2 miliardi di euro), ma comunque significativi. Se partiamo dal macro-dato italiano, abbiamo 44 milioni di metri quadrati di fabbricati, tra caserme, uffici, carceri, edifici storici e musei, e 1,3 miliardi di metri quadrati di aree, riserve naturali, boschi e terreni, questo stando ai dati del Rapporto Annuale 2026, presentato lo scorso 8 luglio.

Scenario locale

Come detto, una piccola parte di questi beni si trovano nella nostra provincia: considerando l’insieme dei beni del demanio storico artistico, il patrimonio disponibile e il patrimonio indisponibile, in provincia di Brescia di contano 232 fabbricati, per un valore di 218,6 milioni di euro e 83 terreni, per un valore che supera di poco i 37 milioni di euro.

Entrando nello specifico, al demanio storico, artistico e culturale (che comprende i beni di interesse storico, archeologico e artistico, nonché le raccolte di musei, archivi e biblioteche, beni inalienabili e inespropriabili che appartengono, necessariamente, a enti pubblici territoriali) sono riferiti, in provincia di Brescia, 54 fabbricati, per un valore di 49,1 milioni di euro, e 19 terreni per un valore complessivo di quasi 72,4 milioni di euro.

La Caserma Papa sarà una «cittadella dei servizi» © www.giornaledibrescia.it
La Caserma Papa sarà una «cittadella dei servizi» © www.giornaledibrescia.it

Il patrimonio indisponibile è vincolato a scopi di pubblico interesse ed è, anch’esso, inalienabile ed include edifici scolastici, ospedali, caserme militari, miniere e foreste demaniali. Il patrimonio indisponibile si compone di 83 fabbricati, per un valore di 136,9 milioni di euro, oltre la metà dell’intero valore dei beni demaniali in provincia, e 16 terreni che sono valutati 892 mila euro.

Il patrimonio disponibile comprende beni che non hanno finalità pubbliche dirette, producono reddito e sono soggetti alle normali regole del diritto privato, come, ad esempio, appartamenti, locali commerciali o terreni agricoli, ma anche ex caserme o ex scuole dismesse e non più utilizzate per fini istituzionali, che il Comune o lo Stato danno in locazione a privati o sono destinate alla vendita. Qui abbiamo a che fare con 95 fabbricati, per un valore di 32,5 milioni di euro e 48 terreni (45,4 milioni il valore complessivo). Come osservato, solo il «patrimonio disponibile» è sul mercato, destinato alla vendita o ad altri impieghi.

Prospettive

Il Rapporto Annuale dell’Agenzia del Demanio, riporta i principali risultati ottenuti al 2025. L’immobile pubblico è visto in una dimensione più ampia, quella della città e del territorio cui fa parte, per dare risposte ai nuovi fabbisogni espressi dalla collettività; una ricchezza da gestire e valorizzare. Tra i risultati evidenziati nel Rapporto si richiama l’attivazione di 5,1 miliardi di euro di investimenti, di cui un quinto già realizzato. Gli interventi conclusi sono aumentati del 172% rispetto al 2022, passando da circa 89 miliardi di euro a 242 miliardi di euro mentre il numero degli interventi avviati è aumentato del 55%, arrivando a 619 interventi a gennaio 2026.

Il piano di razionalizzazione della logistica delle Amministrazioni pubbliche ha portato a risparmi cumulati di spesa per locazioni passive di 144 milioni di euro, a regime dal 2026. Parallelamente, nel 2025, le iniziative di valorizzazione hanno attratto 120 milioni di euro di investimenti privati, confermando il crescente interesse del mercato verso i progetti promossi dall’Agenzia.

«Il processo di trasformazione avviato dall’Agenzia del Demanio verso una gestione rigenerativa del patrimonio immobiliare dello Stato, oggi è ormai strutturato. L’immobile pubblico torna a essere visto come strumento attivo del Paese, leva di sviluppo dei territori e di creazione di valore per la collettività», afferma il direttore dell’Agenzia del Demanio, Alessandra dal Verme. Uno dei principali strumenti di questa trasformazione è il Piano Città degli Immobili Pubblici, con il quale si definiscono le destinazioni d’uso, i requisiti ambientali ed energetici, gli impatti di carattere sociale e culturale dell’immobile, in coerenza con la strumentazione urbanistica vigente o in varianza.

Il punto

Al 30 giugno 2026 sono stati firmati 37 Piani Città, un insieme che non comprende ad oggi Brescia, con l’obiettivo di arrivare a 65 entro il 2028. I Piani coinvolgono 439 immobili da rigenerare, pari a 5,1 milioni di metri quadrati di superficie lorda, con il 26% di immobili da destinare a mix funzionale, di cui è parte la nuova residenzialità di tipo sociale, e 10 milioni di metri quadrati di aree verdi. Sul piano sociale sono infine previsti oltre 6.700 nuovi posti letto per student housing, più di 1.800 nuove unità abitative per social housing, e circa 12 milioni di metri quadrati di aree scoperte riqualificate per attività sociali, di relazione e ricreazione.

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