Cronaca

Aura battle, cos’è quella sfida che gli adulti non capiscono

Nate in America Latina e diffuse sui social, le gare a colpi di pose e meme che ricordano le battaglie breakdance arrivano anche in Italia e riaccendono il confronto tra generazioni
Sara Polotti

Sara Polotti

Giornalista

L'Aura Farming Championship a Sauzano, in Brasile - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
L'Aura Farming Championship a Sauzano, in Brasile - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it

Davanti al duomo di Milano due ragazzine si sfidano: ballano (più o meno), si guardano, fanno mosse un po’ strane a metà tra la breakdance e i meme, una imita l’altra e rilancia con nuovi gesti. Accade anche nei parchi, per strada, nelle piazze. Addirittura Greta Thunberg si è trovata in mezzo a una di queste sfide a Parigi. Ora pure nelle scuole italiane, a ricreazione, c’è chi ci si cimenta. Ma cos’è quindi un’aura battle? Alcuni direbbero una sfida tra crew breakdance della generazione Alpha, una hakke da gabber per nativi digitali, un tentativo di tecktonik in versione anni Duemilaventi. Niente di nuovo, insomma.

Se ne sta parlando perché, come le mode che ciclicamente ritornano, i ragazzi e le ragazze hanno scoperto cosa significa esprimersi attraverso movimento e streetstyle. Peraltro, proprio nei giorni in cui Julia Stiles e «Save the last dance» sono tornati in trend: l’attrice, che sta partecipando al «Ballando con le stelle» statunitense, ha riproposto la routine classica-hip hop che nel film del 2001 le faceva guadagnare l’ammissione alla Julliard (un bagno di nostalgia per millennial). Stavolta ciò che distingue le battle sono due elementi: l’«aura» (termine dello slang di oggi per indicare qualcuno che ha carisma e stile senza sforzo) e i social. Perché se non viene pubblicato sui social network, perde tutta la sua forza e tutto il suo senso.

Julia Stiles in Save the last dance, 2001
Julia Stiles in Save the last dance, 2001

Cos’è un’aura battle

Il trend arriva dall’America, ma stavolta non dagli Stati Uniti: si tratta di una tendenza nata in America Latina che originariamente si chiamava «aura farming battle». Il «farming» deriva dal linguaggio dei videogiochi come Minecraft, dove giocatori e giocatrici devono ripetere allo sfinimento delle azioni per guadagnare punti (l’aura). Allo stesso modo durante le aura battle i ragazzini si sfidano nella ripetizione di certi gesti – divertenti e danzerecci, spesso (ma non sempre) senza senso – per conquistare punti. Punti che vengono assegnati metaforicamente dal pubblico che si forma attorno: a decretare il vincitore o la vincitrice è il capannello di persone che si sono radunate, e che gli sfidanti tentano di stupire con le loro mosse (la jawline che indica la linea mandibolare, il six seven, la dab, il griddy...).

@thetimes What is "aura farming" and why are Latino teenagers battling for it?⁠ ⁠ For some it is the height of cool. For others it is the pinnacle of cringe. For many more, it is just baffling. “Aura farming” is a niche craze that has burst from the corners of online gaming and social media onto the streets of Latin America.⁠ ⁠ The idea is to strike a pose. And not just any pose, but one which captures the idea of a personal “aura”. Cool, composed, cocky and — ideally — effortless.⁠ ⁠ Victor Gabriel Tourinho Camargo, a Brazilian content creator known online as “Uvitinho”, takes credit for organising what was perhaps the first aura-farming competition in the world, held last month in Sao Paulo⁠ #aura #aurafarm #latinos #latinamerica #worldnews ♬ original sound - The Times and Sunday Times

Se nelle breakdance battle c’era una tecnica di fondo (seppur presa dalla strada), qui essere bravi o precisi non conta nulla. E così sono l’ironia, l’originalità e la capacità di coinvolgere gli altri a fare la differenza. Le coreografie possono riprendere personaggi degli anime, tormentoni di TikTok, gesti celebrativi degli sportivi... Spesso si tratta dunque di citazioni. Citazioni che le persone adulte o chi non bazzica gli stessi ambienti virtuali, così come chi non guarda gli stessi prodotti mediatici, può non cogliere. Da qui, la sensazione che si tratti sempre di gesti senza senso.

Una tendenza, quella dell’aura battle, che si è diffusa grazie ai social, pur nascendo in strada, e che è solo grazie ai social che vive. Ormai un tormentone, l’aura battle è sì divertente al momento, ma diventa rilevante solo quando diventa virale su TikTok, Instagram e gli altri social.

Social, commenti e opinioni

Nelle discussioni su Reddit e nei commenti pubblicati in questi giorni, le aura battle dividono le opinioni. C’è chi le considera un'evoluzione delle breakdance battle, un passatempo innocuo, a tratti divertente e scanzonato. Altri ci leggono una forma di violenza latente, alimentata dall’aria di sfida e dagli assembramenti che si creano attorno ai partecipanti. Non manca chi liquida il fenomeno come completamente inutile, con commenti sprezzanti e giudizi taglienti sugli interessi della generazione Alpha. È una dinamica che si ripete ogni volta che una nuova moda giovanile conquista la strada e i social. È successo con i flash mob, l’Harlem Shake, il Gangnam Style e la Mannequin Challenge, la Griddy, la Dab...: fenomeni che hanno coinvolto milioni di persone delle generazioni Millennial e Z, criticate a loro volta della generazione precedente. Millennial e Gen Z che oggi guardano con sufficienza alle aura battle, dimenticando i tormentoni con cui hanno invaso Instagram e Facebook.

Prima che sui social, in ogni caso, le aura battle avvengono fisicamente negli spazi fisici. Dato che la ricreazione è un contesto ideale per queste competizioni, le scuole (anche italiane) si stanno già interrogando sul da farsi. E qualcuno ha già deciso: come riferisce l’Associated press, in Costa Rica il ministero dell’Istruzione le ha vietate nelle scuole pubbliche per il rischio di conflitti tra studenti e di interruzioni delle lezioni. A Castelfranco Veneto la Polizia ha invece interrotto un raduno nel parcheggio di un ipermercato: i ragazzi si erano dati appuntamento lì facendo girare la notizia su TikTok e Telegram. E a Brescia il primo provvedimento è arrivato dall’istituto Tartaglia Olivieri, che ha vietato gli assembramenti imponendo la ricreazione in classe per una settimana, con l’intenzione di querelare una pagina social che ha diffuso il video di un’aura battle avvenuta proprio nei corridoi del liceo artistico bresciano.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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